(AGENPARL) - Roma, 21 Settembre 2026 - Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha annunciato la futura creazione di una “AI Force” e la nomina di un nuovo responsabile federale per l’intelligenza artificiale, rilanciando la strategia della sua amministrazione per accelerare lo sviluppo dell’IA americana. Trump ha paragonato la nuova iniziativa alla Space Force, istituita durante il suo primo mandato, ma per il momento non ne ha precisato struttura, competenze, budget o collocazione nell’amministrazione federale.
L’annuncio è arrivato sabato 19 settembre attraverso Truth Social. Il presidente ha sostenuto che il governo non dovrebbe ostacolare la crescita del settore, pur affermando che eventuali comportamenti illeciti potranno essere affrontati attraverso gli strumenti già disponibili nell’ordinamento civile e penale statunitense.
Una “AI Force” ancora da definire
Il nome scelto richiama esplicitamente la Space Force, la branca delle forze armate statunitensi istituita dal Congresso nel dicembre 2019 durante la prima presidenza Trump.
Il paragone, tuttavia, non significa necessariamente che la futura AI Force sarà una nuova forza armata. Le informazioni disponibili non chiariscono infatti se Trump immagini un organismo interno alla Casa Bianca, una struttura interagenzia, un nuovo ufficio federale o qualcosa di differente.
Mancano inoltre dettagli sulla composizione, sul finanziamento e sulle prerogative dell’organismo. L’annuncio indica quindi soprattutto la direzione politica che Trump vuole imprimere alla strategia americana sull’intelligenza artificiale, mentre la concreta architettura istituzionale resta da definire.
Trump annuncia anche un nuovo “AI czar”
Parallelamente, Trump ha dichiarato che nominerà presto un nuovo “AI czar”, espressione informale utilizzata negli Stati Uniti per indicare un alto responsabile incaricato di coordinare una determinata area politica.
Il ruolo era stato ricoperto da David Sacks, venture capitalist scelto nel dicembre 2024 come responsabile della Casa Bianca per intelligenza artificiale e criptovalute. Sacks ha concluso a marzo 2026 il suo incarico formale come special government employee, pur continuando ad avere un ruolo consultivo e a essere coinvolto nel President’s Council of Advisors on Science and Technology.
Trump non ha ancora indicato pubblicamente chi intenda nominare come suo successore.
La linea della Casa Bianca: accelerare lo sviluppo dell’IA
L’annuncio si inserisce nel più ampio dibattito americano sulla velocità con cui dovrebbero essere sviluppati i sistemi di intelligenza artificiale.
Trump si è schierato contro le richieste di rallentamento provenienti da esponenti dell’industria e della ricerca, sostenendo invece che gli Stati Uniti debbano mantenere una posizione di leadership tecnologica rispetto alla Cina. Nel suo messaggio ha descritto l’IA come una trasformazione potenzialmente paragonabile, e a suo giudizio persino superiore, a Internet e a una nuova rivoluzione industriale.
Il presidente ha inoltre sostenuto che il governo possa contrastare gli utilizzi illeciti dell’intelligenza artificiale facendo ricorso agli strumenti penali e civili esistenti, senza necessariamente introdurre nuovi vincoli capaci, secondo la sua impostazione, di rallentare l’innovazione.
Il confronto sulla sicurezza dell’intelligenza artificiale
La posizione presidenziale arriva mentre negli Stati Uniti è diventato più intenso il confronto sui rischi connessi allo sviluppo dei sistemi più avanzati.
Esponenti dell’industria e ricercatori hanno avanzato proposte diverse per rafforzare le misure di sicurezza e, in alcuni casi, rallentare determinate forme di sviluppo. Trump ha contestato le valutazioni più allarmistiche e ha ribadito la priorità attribuita alla crescita del settore.
Il dibattito coinvolge questioni molto differenti: sicurezza nazionale, cybersecurity, effetti sul lavoro, consumo energetico dei data center, competitività internazionale e possibilità che sistemi sempre più potenti producano rischi difficili da controllare.
L’IA entra anche nel confronto tra Stati Uniti e Cina
Il dossier assume contemporaneamente una dimensione geopolitica.
Il segretario al Tesoro Scott Bessent ha riferito di colloqui con il vicepremier cinese He Lifeng nei quali è stata affrontata anche la possibilità di creare un meccanismo di comunicazione tra Stati Uniti e Cina per incidenti o problemi di sicurezza nazionale collegati all’intelligenza artificiale.
Il tema dovrebbe essere discusso anche nell’ambito degli incontri tra Trump e il presidente cinese Xi Jinping. Competizione tecnologica e gestione dei rischi procedono quindi parallelamente: Washington punta a mantenere la propria leadership nell’IA, ma Stati Uniti e Cina stanno valutando anche strumenti di comunicazione destinati a ridurre il rischio di incomprensioni o incidenti.
Il nodo dei data center
La strategia americana sull’intelligenza artificiale è inoltre legata alla rapida espansione dei data center necessari per addestrare e utilizzare i nuovi modelli.
Negli Stati Uniti queste infrastrutture stanno incontrando opposizione in diverse comunità, soprattutto per questioni riguardanti consumo di elettricità e acqua, costi energetici e impatto territoriale. Trump ha difeso l’espansione dei data center, collegandola alla competitività americana nel settore dell’IA.
Si tratta di un punto fondamentale: la competizione sull’intelligenza artificiale non riguarda più soltanto algoritmi e semiconduttori, ma anche energia, reti elettriche, infrastrutture fisiche, investimenti e consenso delle comunità locali.
Un nuovo tassello nella strategia americana sull’IA
L’annuncio della AI Force rappresenta dunque un nuovo passaggio nella politica tecnologica dell’amministrazione Trump, ma numerosi elementi rimangono ancora indefiniti.
Non è stato chiarito quali poteri avrà il nuovo organismo, quale sarà il rapporto con le agenzie federali già competenti, né quando verrà formalmente istituito. Anche l’identità del prossimo “AI czar” deve ancora essere annunciata.
Ciò che emerge con maggiore chiarezza è l’obiettivo dichiarato dall’amministrazione: favorire una rapida crescita dell’intelligenza artificiale statunitense e preservare la competitività del Paese nei confronti della Cina, mentre prosegue il confronto interno su sicurezza, regolamentazione e impatto delle infrastrutture necessarie alla nuova tecnologia.
