(AGENPARL) - Roma, 19 Settembre 2026 - "Ora più che mai le donne e gli uomini di questo paese devono
essere coinvolte nelle scelte decisive.
Sia che si parli di programmi che di scelta del leader che dovrà guidare
questa coalizione. Perché quando si coinvolge il popolo non si sbaglia mia.
Poi si può fare politica leggendo gli editoriali, sentire i giornalai al soldo di
Angelucci e della famiglia Berlusconi, ma noi preferiamo stare nelle piazze.
In quelle piazze dove milioni di donne e uomini hanno urlato contro il
genocidio e hanno detto al mondo "l'Occidente non è solo Un gruppo di
governanti violenti e ipocriti". Se ci parlano di nemici, di noi contro di loro, di armarci fino ai denti, noi dobbiamo rispondere con quello che siamo: persone che non vedono
nemici negli altri, ma semplicemente degli esseri umani.
E noi qui oggi lo scriviamo che inviare armi allontana la pace.
E quelle armi chi le userà se non chi oggi è adolescente e cresce con questo
linguaggio di guerra e di violenza continuo? A quegli adolescenti noi non vogliamo dargli un futuro di odio.
Vogliamo dargli la possibilità di rimanere nella propria terra per lavorare, per
studiare, per eccellere se saprà eccellere e se non saprà eccellere chi
diavolo se ne strafrega, basta con questa retorica insopportabile del merito,
creata da gente nata in famiglie di milionari.
Piazzare un traguardo ha un senso quando tutti partiamo dalla stessa linea di
partenza. E la politica non è salotto televisivo, ma è un operaio che ti ferma per strada
e ti chiede di fare qualcosa perché non ce la fa a mandare i suoi figli a scuola. Vogliamo una sanità che non sia più gestita in 20 sistemi regionali che sono, in tanti casi,
grumi di conflitti di interessi. Qui non stiamo andando a fare una campagna elettorale per difendere una
misura o contrastarne un'altra. Qui, oggi, decidiamo il futuro nostro, del pianeta, dei nostri figli, di evitare una guerra. Non andiamo a dire "votate per noi perché dobbiamo fare da argine ai
fascisti".
Noi dobbiamo fare da fiume, non da argine. Gli argini li tirino su' loro.
Loro fanno leva sulla paura, noi sul sogno.
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