(AGENPARL) - Roma, 19 Settembre 2026 - la scienza. Cacciatori ridotti allo 0,8%: la politica smetta di piegarsi a
una minoranza da prefisso telefonico"
«Con l'apertura generale della stagione venatoria fissata per domenica 20
settembre si ripete un sanguinoso e anacronistico rituale di uccisione
degli animali selvatici per mero divertimento, in uno scenario di totale
fallimento politico e culturale. È gravissimo che la politica corra
trasversalmente dietro a una minoranza da prefisso telefonico, pari a meno
dello 0,8% della popolazione italiana, mettendo a repentaglio un bene
comune come la fauna selvatica, espressamente tutelata dall'articolo 9
della nostra Costituzione. Ricordo che Alleanza Verdi e Sinistra ha nel
proprio programma un obiettivo chiaro: l'abolizione della caccia».
Dichiara senza mezzi termini Andrea Zanoni, Coordinatore dell'Osservatorio
Diritti Animali di Europa Verde, commentando l'avvio dell'attività
venatoria nel Paese e smontando le narrazioni del fronte filovenatorio alla
luce dei numeri ufficiali.
attraverso il computo dei tesserini regionali curato dalla Lega per
l'Abolizione della Caccia (LAC), attestano che i cacciatori effettivamente
praticanti in Italia sono appena 429.484: esattamente lo 0,8% rispetto ai
stranieri).
«La leggenda venatoria che dipinge i cacciatori come una lobby capace che
fa da ago della bilancia elettorale è una fake news – incalza Zanoni –. Si
tratta di una corporazione in grado solo di spostare un pugno di preferenze
tra candidati dello stesso partito. La bocciatura popolare della caccia è
ormai schiacciante, come confermano i recenti sondaggi Ipsos Doxa: solo 3
italiani su 100 vorrebbero incentivare l'attività venatoria, mentre 3 su 4
chiedono che venga abolita. Nonostante il costante pressing dei produttori
di armi e cartucce, per i quali i cacciatori sono diventati un mero
paravento per far circolare più armi possibile, il tentativo della
maggioranza di accreditare il cacciatore come "bioregolatore" è del tutto
fallito».
Zanoni punta poi il dito contro l'impatto devastante che le doppiette
avranno sulla fauna già stremata dai recenti eventi climatici estremi e
sulle forzature normative messe in atto dall'Esecutivo.
«Aprire la caccia dopo un'estate segnata da continue ondate di caldo
rovente e da centinaia di incendi devastanti significa letteralmente
sparare sulla Croce Rossa. Se decine di migliaia di persone sono morte in
Europa per il caldo estremo pur avendo un tetto, acqua e assistenza, cosa
può essere successo agli animali selvatici nei nostri boschi? Aprire il
fuoco in queste condizioni è un abominio. Servirebbe proclamare lo Stato di
Emergenza Ambientale, non concedere licenze di sparo. Ma il Governo
continua a spingere sulla sciagurata Pdl 2984, la cosiddetta
'Sparatutto".».
A completare il quadro, le severe reprimende arrivate direttamente dalle
istituzioni comunitarie. La Commissaria UE all'Ambiente, Jessika Roswall,
ha recentemente ribadito che la Proposta di Legge "Caccia Selvaggia" viola
diverse direttive europee, andando ad aggravare la posizione dell'Italia,
già colpita da due procedure di infrazione aperte nel 2023 per la caccia in
periodi vietati e l'uso di munizioni al piombo nelle zone umide.
«L'Esecutivo fermi immediatamente la deriva della Pdl 'Caccia Selvaggia',
nata al solo scopo di stravolgere la legge 157/92 per concedere più tempi,
più specie e più deroghe alla lobby venatoria – conclude Andrea Zanoni –.
Non si può continuare a sparare in faccia alla scienza, alle direttive
europee e al sentimento della schiacciante maggioranza degli italiani.
Serve un cambio di rotta radicale: recepire i decreti del Regolamento
europeo sul Ripristino della Natura e tutelare concretamente la nostra
biodiversità».
