(AGENPARL) - Roma, 19 Settembre 2026 - Il Libano sta intensificando l’azione politica e diplomatica per preservare una presenza delle Nazioni Unite nel sud del Paese, mobilitando al contempo il sostegno internazionale per le proprie forze armate. Beirut e Parigi spingono in queste ore per riconsiderare la scadenza fissata per la conclusione della missione UNIFIL.
La linea ufficiale del governo separa nettamente questo dossier dalle proposte europee volte a sostenere l’esercito nazionale. Secondo quanto riferito da fonti qualificate ad Asharq Al-Awsat, l’eventuale creazione di una forza europea viene discussa su un canale parallelo, incentrato principalmente sull’addestramento e sulla cooperazione istituzionale, senza sostituire il quadro di sicurezza internazionale garantito dalle Nazioni Unite.
La posizione del parlamento libanese e la scadenza di dicembre
Il Consiglio di Sicurezza dell’ONU aveva stabilito nell’agosto del 2025 di estendere per l’ultima volta il mandato di UNIFIL, fissandone la conclusione al 31 dicembre 2026, con un successivo anno di transizione per il ritiro ordinato. Una tempistica che Beirut ritiene ormai inadeguata alla luce della situazione sul terreno.
Il deputato Fadi Alame, presidente della Commissione affari esteri ed emigranti del parlamento libanese, ha ribadito la posizione intransigente di Beirut durante gli incontri con i rappresentanti dei paesi membri del Consiglio di Sicurezza. Alla luce delle aree devastate e occupate nel sud, la presenza dei caschi blu viene definita più che mai necessaria per monitorare le violazioni, stabilizzare l’area e affiancare l’esercito libanese, preservando la Risoluzione 1701 come punto di riferimento imprescindibile.
L’asse con Parigi e i colloqui all’ONU
Parallelamente all’azione diplomatica a Beirut, il ministro degli Esteri Youssef Raggi si è recato a New York per partecipare all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite e incontrare gli omologhi arabi e internazionali, in attesa dell’arrivo della delegazione guidata dal primo ministro Nawaf Salam.
Anche il Financial Times ha confermato che il Libano ha formalmente segnalato al Consiglio di Sicurezza l’inopportunità di interrompere la missione nell’attuale contesto di instabilità, trovando il sostegno di Francia e della maggioranza dei membri del Consiglio, a fronte della contrarietà espressa da Israele. I contatti diplomatici proseguiranno a margine dei lavori dell’Assemblea Generale, mentre restano sullo sfondo i negoziati regionali per il futuro della sicurezza nel sud del Libano.
