(AGENPARL) - Roma, 17 Settembre 2026 - Nostra Pdl va proprio in questa direzione
Roma, 17 set. – "La bonifica non può essere considerata soltanto la rimozione tecnica di una contaminazione perché è solo l'inizio di una rigenerazione territoriale che deve essere anche sociale, ambientale ed economica. Un territorio contaminato è un territorio ferito e l'unica cura per cercare di rimarginare quella ferita è la bonifica. Non si può parlare di rigenerazione senza parlare di bonifica. C'è una progettazione a monte quando si valuta il tipo di bonifica da fare, se di siti orfani, o di interesse nazionale, o di siti regionali, perché c'è tutta un'ampia gamma di contaminazioni. Sicuramente è un processo complesso, ma se non si considera la bonifica come atto di cura, il resto viene meno. Deve però valere un principio sacrosanto: chi inquina deve pagare. E lo Stato deve poter esser in grado di recuperare le risorse da chi ha inquinato, non può solamente sopperire quando serve, se un responsabile della contaminazione non riesce a pagare oppure nel caso in cui noi non ci sia proprio un responsabile cui rivalersi. Per questo vanno individuati al più presto gli strumenti più efficaci per recuperare quelle risorse, con tempi certi e responsabilità chiare, puntando anche sul partenariato pubblico-privato. Ed è proprio sul rafforzamento degli strumenti che interviene la proposta di legge a mia prima firma che il M5S ha depositato alla Camera, un provvedimento che interviene sulla disciplina delle bonifiche dei siti contaminati e sulle procedure di risanamento, proprio con l'obiettivo di rafforzare gli strumenti con cui lo Stato può affrontare le contaminazioni e rendere effettivo il principio che 'chi inquina deve pagare'. Un intervento che mette insieme prevenzione, responsabilità e risanamento. Proprio in funzione del principio di equità intergenerazionale sancito dagli articoli 9 e 41 della nostra Costituzione, abbiamo il dovere come Paese di restituire alle future generazioni suoli non più contaminati di cui poter usufruire".