(AGENPARL) - Roma, 15 Settembre 2026 - ATTIVI UN PIANO STRAORDINARIO DI CONTROLLI"
"Un lavoratore e' morto a Ostia dopo essere precipitato mentre lavorava sul
cestello di una gru. Un altro operaio e' rimasto ferito. In attesa che gli
accertamenti chiariscano dinamica e responsabilita', esprimiamo la nostra
vicinanza alla famiglia della vittima e al lavoratore coinvolto. Ma davanti
all'ennesima morte sul lavoro non possiamo continuare a limitarci al
cordoglio del giorno dopo".
Lo dichiara Giovanni Barbera, segretario romano e membro della Direzione
nazionale del Partito della Rifondazione Comunista.
"Chiediamo a Roma Capitale, Regione Lazio e Governo di promuovere
immediatamente, ciascuno per le proprie competenze, un piano straordinario
di controlli nei cantieri di Roma e del litorale, rafforzando concretamente
gli organici e le risorse degli organismi preposti alla vigilanza e alla
prevenzione.
"I dati disponibili confermano che non siamo davanti a una sequenza
imprevedibile di fatalita'. Nel 2024 gli infortuni mortali sul lavoro
registrati a Roma Capitale sono stati 60, contro i 42 dell'anno precedente,
con un aumento del 42,9%. E il 2025 non ha segnato un'inversione di
tendenza: secondo i dati INAIL, nell'area romana le denunce complessive di
infortunio sono salite a 35.314, con un ulteriore aumento dell'8,3%. Numeri
che impediscono di ricordarsi della sicurezza sul lavoro soltanto quando
muore qualcuno."
Occorre verificare con maggiore frequenza cantieri, attrezzature, mezzi di
sollevamento, formazione, rispetto delle procedure di sicurezza e
organizzazione del lavoro. E bisogna intervenire sull'intera catena degli
appalti e dei subappalti, perche' la compressione dei costi e dei tempi non
puo' mai avvenire a discapito della vita dei lavoratori.
Non anticipiamo le conclusioni degli accertamenti sul drammatico incidente
di Ostia. Saranno gli organismi competenti a stabilire che cosa sia
accaduto e se vi siano responsabilita'. Ma proprio per questo chiediamo che
sia fatta piena luce e che gli esiti degli accertamenti non rimangano senza
conseguenze.
La sicurezza non puo' essere considerata un costo da comprimere e la vita
di chi lavora non puo' dipendere dalla fortuna.
Ogni volta che un lavoratore esce di casa per guadagnarsi da vivere e non
torna dalla propria famiglia, non abbiamo soltanto una tragedia privata.
Abbiamo una sconfitta collettiva.
Di morti sul lavoro si parla troppo spesso il giorno della tragedia e
troppo poco il giorno prima, quando controlli, prevenzione e investimenti
potrebbero ancora evitarla. E' quel giorno prima che la politica deve
finalmente cominciare ad occuparsi".
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