(AGENPARL) - Roma, 9 Settembre 2026 - Roma, 9 settembre. "Vogliamo davvero parlare di conti in ordine? Bene, il Governo Meloni in primis ha aumentato il debito pubblico in termini assoluti di 450 miliardi e di 6 punti in rapporto al pil. Ma in questi anni sono costantemente aumentati anche gli interessi che paghiamo sul debito, nonostante la tanto sbandierata riduzione dello spread, che peraltro ha riguardato tutti i Paesi dell'Ue rispetto alla Germania. Oggi il tasso che paghiamo sul Btp decennale è risalito dal minimo del 3,3% di fine 2024 al 4,2% attuale. La diminuzione dello spread ha sì limitato l'aumento dei tassi, ma non è stato sufficiente a compensare l'effetto del rialzo generalizzato dei tassi da parte della Bce e del progressivo rinnovo dello stock di debito a condizioni più onerose. Il calo dello spread rappresenta una riduzione del premio al rischio paese, non necessariamente una riduzione del costo del debito. E infatti durante il Governo Meloni gli oneri sul debito sono aumentati sia in termini assoluti, dai 77,7 miliardi del 2023 alla proiezione di 94,3 miliardi del 2026, sia in rapporto al Pil, dal 3,6% del 2023 alla proiezione del 4,1% del 2026. Cifre scritte dallo stesso Giorgetti nell'ultimo Def. E qui veniamo al vero danno economico inflitto da Meloni-Giorgetti al Paese, ovvero l'azzeramento della crescita. Noi metteremo in campo il progetto più volte annunciato di un Fondo sovrano da 100 miliardi di investimenti nei settori strategici, senza impatto sul debito, per rilanciare la crescita di un Paese che dopo 4 anni di Governo di centrodestra si è fermato e ha visto aumentare il debito in ogni direzione". Lo comunica in una nota il senatore Mario Turco, vicepresidente del M5S e delegato alle politiche economiche e fiscali dei pentastellati.
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