(AGENPARL) - Roma, 8 Settembre 2026 - "Non possiamo limitarci a condannare il voto degli elettori dell'AFD senza interrogarci sulle ragioni che lo determinano. Se milioni di cittadini europei chiedono di cambiare radicalmente rotta sulle politiche energetiche e ambientali, significa che qualcosa nel modello seguito finora dall'UE non ha funzionato". Lo dichiara Luca Squeri, deputato e responsabile Energia di Forza Italia. "Guardando alle posizioni espresse da AFD in campo energetico emerge una piattaforma di netta rottura con le politiche ambientali ed energetiche europee negli ultimi anni: abbandono del Green Deal e dell'Accordo di Parigi, stop agli incentivi alle rinnovabili e all'installazione di nuove turbine eoliche, ritorno al nucleare, mantenimento delle fonti fossili, nessuna limitazione alle automobili con motore endotermico ed eliminazione della tassazione sulla CO₂. Non condividiamo questa impostazione nella sua radicalità e non siamo, né vogliamo essere, negazionisti del cambiamento climatico. La decarbonizzazione è una necessità e una responsabilità verso le prossime generazioni. Ma proprio per questo – prosegue Squeri – dobbiamo avere il coraggio di riconoscere che una parte delle politiche adottate negli ultimi vent'anni ha trasformato un obiettivo giusto in un percorso troppo spesso ideologico, rigido e distante dalla realtà economica e sociale. Quando la transizione viene percepita dalle famiglie come aumento delle bollette, dagli automobilisti come imposizione, dalle imprese come perdita di competitività e dai lavoratori come rischio per il proprio posto di lavoro, si produce inevitabilmente una reazione. E quella reazione oggi trova rappresentanza politica anche in movimenti radicali come AFD.
La risposta, però, non può essere passare da un estremismo all'altro. Non dobbiamo scegliere tra negare il problema climatico e sacrificare competitività, industria e benessere sull'altare della transizione".
"Serve – conclude il responsabile Energia di Forza Italia – una terza strada: quella del realismo. Decarbonizzare sì, ma attraverso la neutralità tecnologica. Rinnovabili, nucleare, biocarburanti, efficienza energetica e tutte le tecnologie capaci di ridurre realmente le emissioni devono poter concorrere senza preclusioni ideologiche sapendo che petrolio e gas saranno ancora necessari ancora per decenni. Gli obiettivi ambientali devono procedere insieme alla sicurezza degli approvvigionamenti, alla sostenibilità economica e alla competitività del nostro sistema produttivo. Se la politica moderata non saprà correggere gli errori della transizione e costruire un ambientalismo pragmatico, saranno gli elettori a imporre una correzione molto più brusca."
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