(AGENPARL) - Roma, 7 Settembre 2026 - Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha annunciato l’intenzione di avviare un’azione legale contro il Center for American Progress (CAP), think tank progressista di Washington, dopo la pubblicazione di un’analisi secondo cui il dispiegamento della Guardia Nazionale nelle città americane non avrebbe prodotto prove di una riduzione della criminalità violenta.
Lo scontro nasce da un rapporto firmato da Chandler Hall, vicedirettore per la sicurezza pubblica del CAP, che contesta la ricostruzione dell’amministrazione Trump sull’efficacia delle operazioni federali nelle grandi città.
In un messaggio pubblicato su Truth Social, Trump ha affermato che sarebbe in preparazione una causa e ha aggiunto di stare valutando la possibilità di coinvolgere anche alcuni finanziatori dell’organizzazione.
Trump attacca il CAP e i suoi finanziatori
Il presidente ha duramente contestato l’affermazione secondo cui l’impiego della Guardia Nazionale non avrebbe avuto un impatto significativo sui livelli di criminalità.
Trump ha definito il rapporto una “truffa della sinistra radicale” e ha attaccato direttamente il Center for American Progress, accusandolo di perseguire un’agenda politica ostile alla sua amministrazione.
Nel suo intervento ha inoltre citato una lunga serie di soggetti che, secondo quanto da lui sostenuto, avrebbero finanziato o sostenuto il CAP, tra cui George Soros e fondazioni, società e istituzioni statunitensi e straniere.
Le affermazioni del presidente sui finanziatori e sull’eventuale loro coinvolgimento nell’azione giudiziaria rappresentano, allo stato attuale, dichiarazioni di Trump e non l’accertamento di una responsabilità legale.
Cosa sostiene il rapporto del Center for American Progress
Il punto centrale della controversia riguarda l’interpretazione dei dati sulla criminalità.
Secondo l’analisi del CAP, la diminuzione degli omicidi e dei reati violenti nelle città statunitensi sarebbe iniziata prima dei dispiegamenti della Guardia Nazionale promossi dall’amministrazione Trump.
Il think tank sostiene quindi che non sia possibile attribuire automaticamente alle operazioni federali una tendenza già in corso.
L’analisi prende in considerazione 11 città nelle quali la Guardia Nazionale sarebbe stata dispiegata o nelle quali era stata prospettata una mobilitazione. Secondo il CAP, tra giugno 2024 e giugno 2025 queste città avrebbero registrato mediamente una riduzione del 14% della criminalità violenta e del 22% degli omicidi, prima del primo dispiegamento considerato dall’analisi, avvenuto a Los Angeles.
Da questi dati il CAP conclude di non aver trovato prove sufficienti per stabilire che l’intervento della Guardia Nazionale sia stato la causa del successivo calo della criminalità.
Il nodo tra correlazione e causalità
La controversia ruota attorno a una distinzione statistica fondamentale.
Il fatto che la criminalità diminuisca dopo l’introduzione di una determinata misura non dimostra, da solo, che quella misura abbia provocato la diminuzione. Per dimostrare un rapporto causale occorre separarne l’effetto da tendenze precedenti e da altre variabili, come attività delle polizie locali, cambiamenti demografici, condizioni economiche e variazioni stagionali.
L’amministrazione Trump può indicare miglioramenti verificatisi durante o dopo le proprie operazioni come prova della loro efficacia; il CAP ribatte invece che la traiettoria discendente era già evidente prima degli interventi.
È proprio questa diversa interpretazione dei dati a costituire il cuore dello scontro.
Washington e il calo dei crimini violenti
Tra gli esempi maggiormente utilizzati dai sostenitori della strategia di Trump figura Washington, DC.
Dopo l’avvio della stretta federale nella capitale, furono riportati dati indicanti una diminuzione del 22% dei crimini violenti e un periodo di sette giorni senza omicidi.
Anche in questo caso, tuttavia, il problema metodologico rimane lo stesso: stabilire quanto del miglioramento sia attribuibile direttamente alle nuove misure e quanto rappresenti invece la prosecuzione di una tendenza precedente.
Per questo statistiche riferite a periodi molto brevi possono essere politicamente significative, ma non sono necessariamente sufficienti, da sole, per stabilire l’efficacia strutturale di una politica di sicurezza.
CAP: i dispiegamenti potrebbero costare oltre 1,7 miliardi
L’analisi del Center for American Progress solleva anche una questione economica.
Secondo le sue stime, prolungare i dispiegamenti fino alla fine del 2026 potrebbe comportare un costo superiore a 1,7 miliardi di dollari per i contribuenti statunitensi.
Il think tank considera quindi le operazioni non soltanto inefficaci sulla base della propria analisi statistica, ma anche particolarmente costose.
L’amministrazione Trump sostiene invece una concezione più ampia dell’intervento federale, nella quale la presenza della Guardia Nazionale può contribuire al mantenimento dell’ordine pubblico e al sostegno delle forze dell’ordine locali, soprattutto in situazioni considerate emergenziali.
Una causa che potrebbe aprire un nuovo fronte
Resta ora da capire quale forma concreta assumerà l’azione legale annunciata da Trump.
Un’eventuale causa contro un think tank per affermazioni contenute in un rapporto di politica pubblica aprirebbe questioni rilevanti riguardo alla libertà di espressione e alle tutele particolarmente forti garantite negli Stati Uniti dal Primo Emendamento.
Molto dipenderà quindi dalla specifica base giuridica scelta, dalle dichiarazioni effettivamente contestate e dalla capacità di dimostrare gli elementi richiesti dalla legge.
L’annuncio di Trump non equivale, inoltre, alla presentazione o al successo di una causa. Saranno gli eventuali atti depositati in tribunale a chiarire quali soggetti verranno citati, quali dichiarazioni saranno contestate e quali danni il presidente sosterrà di aver subito.
Nel frattempo, lo scontro mette nuovamente al centro del dibattito americano un tema politicamente esplosivo: chi possa rivendicare il merito per il calo della criminalità e quale sia l’effettivo contributo della Guardia Nazionale alla sicurezza delle città statunitensi.
