(AGENPARL) - Roma, 7 Settembre 2026 - Roma, 7 set. – "La campagna 'Zero alcol in gravidanza' del Ministero della Salute lancia un messaggio sacrosanto ma fallisce nel metodo. Il primo limite è il veicolo: confinare un tema simile ai canali social di Ministero e ISS, come dichiarato dallo stesso Governo, è insufficiente. La prevenzione reale va svolta nelle scuole, nei consultori e negli ambulatori, dotando di fondi e strumenti i medici di base e i pediatri, che non possono restare meri spettatori social. C'è poi un errore di prospettiva: mostrare un reel a pazienti già incinte è tardivo, pertanto occorre intervenire a monte, prima e fuori dalla gravidanza. I dati dell'Istituto Superiore di Sanità parlano chiaro: nel 2024 il binge drinking femminile ha toccato il livello più alto mai registrato, arrivando al 12,1% tra le ragazze tra i 18 e i 24 anni. In dieci anni le donne che bevono per ubriacarsi sono aumentate dell'84%, contro il 24% degli uomini, con una crescita concentrata proprio tra le donne in età fertile, le madri di domani. Il secondo gravissimo problema è il registro comunicativo adottato, 'caldo e ironico', come ha ammesso nei propri documenti lo stesso ministero. Fanno bene a non voler colpevolizzare le donne: un approccio giudicante è controproducente e allontana chi avrebbe bisogno di aiuto, ma non colpevolizzare non significa ironizzare, sono due cose diverse. L'ironia, su una patologia irreversibile fatta di danni neurologici permanenti, anomalie cranio-facciali e disabilità comportamentali nei bambini, rischia di abbassare proprio la percezione di gravità che una campagna di astinenza totale deve invece tenere alta. Si può, anzi si deve, essere vicini ed empatici restando seri e autorevoli. Perciò, dal Ministero urge un cambio di passo concreto: portare la campagna dentro scuole e strutture sanitarie territoriali; coinvolgere attivamente medici, ginecologi e ostetriche; varare un piano strutturale a monte contro l'abuso giovanile di alcol; adottare una comunicazione che sia seria, rigorosa e realmente vicina alle famiglie". Lo scrive in una nota Orfeo Mazzella, senatore del Movimento 5 Stelle e vicepresidente della X Commissione di Palazzo Madama.
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