(AGENPARL) - Roma, 3 Settembre 2026 - Bongiorni: "Sui cantieri il Comune vigila e interviene. I fatti parlano
chiaro"*
La società Costruire Srl, già titolare dell'appalto per la realizzazione
del nuovo Polo per l'infanzia di Borgotrebbia, è stata posta in
liquidazione giudiziale dal Tribunale di Taranto. La sentenza, pubblicata
il 30 giugno, arriva poco più di sei mesi dopo la decisione con cui il
Comune di Piacenza aveva risolto il contratto per grave inadempimento
dell'impresa.
Nel dicembre 2025 il Comune era intervenuto dopo aver rilevato criticità
concrete: stipendi non corrisposti ad alcuni lavoratori, sospensione delle
attività da parte dell'impresa, opere richieste e non eseguite, cantiere
senza avanzamenti. Oggi è la stessa Costruire Srl ad aver rappresentato al
Tribunale la propria "irreversibile incapacità" di far fronte a debiti per
circa 2,4 milioni di euro.
"Non diciamo che avevamo previsto ciò che sarebbe accaduto – sottolinea il
vice sindaco e assessore ai Lavori pubblici Matteo Bongiorni – diciamo una
cosa molto più semplice: quando sono emersi problemi seri, il Comune li ha
visti e ha agito. Risolvere un contratto in queste condizioni significa
fare esattamente ciò che un'Amministrazione deve fare: tutelare un'opera
pubblica, le risorse dei cittadini e, in questo caso, un servizio destinato
ai bambini e alle famiglie di Piacenza".
Quello di Borgotrebbia non è l'unico caso in cui il Comune è intervenuto di
fronte a criticità rilevanti nell'esecuzione di un appalto. I problemi nei
cantieri complessi possono verificarsi e nessuna Amministrazione può
prevedere il futuro di un'impresa. Ciò che può fare, invece, è controllare
costantemente l'andamento dei lavori e intervenire prima che una situazione
compromessa diventi ancora più difficile da gestire.
"È questo il punto che spesso viene dimenticato – conclude Bongiorni –. Il
Comune non è uno spettatore passivo dei propri cantieri. Gli uffici
controllano, contestano le inadempienze e, quando ci sono le condizioni, si
arriva anche alla decisione più difficile: interrompere il rapporto e
procedere secondo le regole per far proseguire l'opera. A Borgotrebbia lo
abbiamo fatto sei mesi prima della liquidazione giudiziale della società. I
fatti, oggi, parlano da soli".