(AGENPARL) - Roma, 3 Settembre 2026 - Se non leggi correttamente questo messaggio, clicca qui
Comunicato stampa
premiato con un ERC da 1,5 milioni il progetto per costruire un rivelatore
compatto e ultrafreddo
Guidato dal ricercatore Matteo Borghesi, il
progetto TANGO punta a realizzare una nuova generazione di rivelatori di onde
gravitazionali ad alta frequenza
Milano, 3 settembre 2026 – Captare fenomeni cosmici
ancora inesplorati con uno strumento che può stare su un tavolo. Questa la
missione innovativa del progetto TANGO, Transducer Antenna for a
Noiseless Gravitational Observatory, che vuole realizzare una nuova
generazione di rivelatori di onde gravitazionali, con dimensioni
dell'ordine di poche decine di centimetri e capaci di operare a temperature
prossime allo zero assoluto. Guidato dal ricercatore Matteo Borghesi
dell'Università di Milano-Bicocca, il progetto è stato premiato
consentirà anche di predisporre una squadra di ricercatori dedicata.
Le onde gravitazionali sono minuscole increspature
dello spazio-tempo generate dagli eventi più energetici dell'Universo, come
la fusione di buchi neri o stelle di neutroni. Quando raggiungono la Terra,
dopo aver viaggiato per milioni o persino miliardi di anni, producono
deformazioni incredibilmente piccole. La loro prima osservazione nel 2015 ha
confermato una delle più importanti predizioni della relatività generale di
Einstein e ha inaugurato una nuova forma di astronomia, capace di
osservare fenomeni invisibili ai telescopi tradizionali. Da allora sono stati
rivelati centinaia di segnali provenienti da sorgenti astrofisiche note, ma
gran parte dello spettro delle onde gravitazionali resta ancora inesplorato.
TANGO nasce proprio per esplorare questa regione
ancora sconosciuta, compresa tra 100 kHz e 10 MHz: la cosiddetta banda
delle onde gravitazionali ad alta frequenza. In questo intervallo potrebbero
emergere segnali associati alla materia oscura, ai buchi neri primordiali o ad
altri fenomeni che sfuggono alle teorie attuali.
«Questa banda – osserva Matteo Borghesi, ricercatore
del Dipartimento di Fisica – è particolarmente interessante perché è
relativamente silenziosa: pochissime sorgenti note sono infatti in grado di
produrre onde gravitazionali a queste frequenze e, nonostante i crescenti
sforzi sperimentali, nessun segnale è stato finora osservato. L'osservazione
inequivocabile di un segnale in questa regione rappresenterebbe una scoperta di
grande portata, con il potenziale di trasformare la nostra comprensione
dell'Universo».
Il progetto nasce dall'incontro tra due frontiere
della ricerca: lo studio delle onde gravitazionali, che indagano i fenomeni
più estremi del cosmo, e le tecnologie quantistiche, sviluppate per
controllare e misurare la materia alle scale più piccole. Combinando questi due
ambiti, TANGO punta a realizzare una nuova generazione di rivelatori di onde
gravitazionali estremamente compatti, con dimensioni dell'ordine di poche
decine di centimetri e operanti a temperature prossime allo zero assoluto (-273
°C), dove il rumore dovuto all'agitazione termica della materia è drasticamente
ridotto.
«Il cuore del rivelatore – spiega Matteo Borghesi,
coordinatore del progetto – è costituito da due oscillatori accoppiati:
un piccolo cristallo di quarzo e una cavità elettromagnetica superconduttrice.
Grazie a tecniche sviluppate nel campo delle tecnologie quantistiche, il
sistema elettromagnetico può essere utilizzato per controllare lo stato del
cristallo, sottraendo energia alle sue vibrazioni e portandolo a temperature
effettive oltre cento volte inferiori a quelle raggiungibili con i sistemi
criogenici standard. In queste condizioni il cristallo diventa
straordinariamente silenzioso, rendendo possibile distinguere segnali
estremamente deboli, come quelli prodotti dal passaggio di un'onda
gravitazionale».
L'Università di Milano-Bicocca consolida il
lavoro svolto negli ultimi anni da due delle sue strutture dedicate alla
ricerca di frontiera: il BiCoQ, Centro di cosmologia quantitativa, e il
BiQuTe, Centro interdipartimentale per le tecnologie quantistiche. In
particolare, il progetto TANGO affonda le proprie radici nella linea di ricerca
BAUSCIA, Bulk Acoustic Wave Sensors for High-frequency Antennas,
del Dipartimento di eccellenza di Fisica.
«TANGO – afferma il prorettore alla Ricerca Leo
Ferraris – rappresenta l'evoluzione naturale dell'esperienza maturata sul
campo dal nostro ateneo e punta a costruire uno strumento capace di esplorare
una regione dell'Universo finora inaccessibile. Il riconoscimento importante,
ottenuto da Matteo Borghesi, attesta il carattere innovativo della sua proposta
e, in generale, la competitività della ricerca di Milano-Bicocca in un contesto
internazionale».
Dal 2014 l'Università di Milano-Bicocca ha ricevuto
finanziamenti per 22 progetti ERC: 7 Starting Grant, compreso quello di
TANGO, 9 Consolidator Grant, 2 Advanced Grant, 2 Proof of Concept e 2 Synergy
Grant.
Alcune immagini
e relative didascalie sono disponibili a questo link.
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