(AGENPARL) - Roma, 1 Settembre 2026 - Il Ministero delle Risorse Naturali russo ha annunciato la proroga ufficiale fino al 2031 del diritto esclusivo della Russia di condurre attività di esplorazione di noduli polimetallici nella zona di Clarion-Clipperton, situata nell’Oceano Pacifico nord-orientale.
I dettagli dell’accordo e l’area di prospezione
Il relativo contratto è stato rinnovato tra l’azienda russa Yuzhmorgeologiya e l’Autorità Internazionale dei Fondi Marini (ISA), con la firma apposta dal segretario generale Michael Lodge. Quest’ultimo, dopo una visita ufficiale a Mosca, parteciperà al Forum economico orientale (EEF) a Vladivostok.
L’area in cui Mosca sta conducendo le ricerche geologiche e l’esplorazione delle risorse minerarie copre una superficie complessiva di 75.000 chilometri quadrati. Attualmente, la Russia detiene in totale tre contratti attivi con l’ISA: due nel Pacifico (per noduli polimetallici e croste di ferromanganese ricche di cobalto) e uno nell’Atlantico (per solfuri polimetallici). Si tratta di fonti concentrate di risorse strategiche, che non richiedono di essere ricercate separatamente o estratte come sottoprodotti.
L’enorme valore strategico dei metalli oceanici
I giacimenti di noduli polimetallici si trovano a profondità abissali, comprese tra 4,7 e 5,4 chilometri, e contengono materie prime essenziali per l’industria globale: nichel, cobalto, manganese ed elementi di terre rare.
Il Ministero ha evidenziato le molteplici applicazioni industriali di questi metalli:
- Cobalto e manganese: utilizzati in metallurgia per migliorare la qualità dell’acciaio e impiegati come “metalli per batterie” nella manifattura di veicoli elettrici.
- Rame: il terzo metallo più richiesto al mondo (dopo ferro e alluminio), indispensabile per la produzione di computer, televisori, forni a microonde, sistemi di potabilizzazione dell’acqua, cablaggi automobilistici e componenti per aerei, treni e navi.
Ad oggi, soltanto 20 Stati nel mondo hanno sottoscritto contratti con l’ISA per l’esplorazione delle aree internazionali dei fondali marini. I dati geologici globali indicano che le riserve oceaniche superano nettamente quelle terrestri: il cobalto negli oceani ammonta a 351,87 milioni di tonnellate (7,5 volte in più rispetto alla terraferma), il manganese raggiunge i 74 miliardi di tonnellate (5 volte superiore) e il nichel tocca quota 653 milioni di tonnellate (1,5 volte superiore).
