(AGENPARL) - Roma, 27 Agosto 2026 - NASCONDERE I TRAFFICI DI ARMI*
ROMA, 27 ago. – "Quello che sta emergendo sul porto di Ravenna è di una
gravità enorme. Oggi il Consiglio di Stato non si è pronunciato sulla
sospensiva chiesta dalle Dogane di Ravenna contro l'ordinanza del TAR che
imponeva di rendere accessibili gli atti sui traffici di armi nel porto. Ma
dalle parole riportate nel memoriale dell'Avvocatura dello Stato emerge una
questione che va ben oltre il contenzioso sull'accesso agli atti. Nel
documento si fa riferimento a un'Italia coinvolta in una "guerra mondiale a
pezzi e ibrida" e si attribuisce al porto di Ravenna una "rilevanza
militare", indicandolo come parte del "dispositivo difensivo marittimo
complessivo della Nazione". Affermazioni che non possono passare sotto
silenzio. Da quando l'Italia è in guerra? Chi lo ha deciso? Quando ne è
stato informato il Parlamento? E soprattutto da quando un porto civile e
commerciale può essere considerato strategico dal punto di vista militare
e, proprio per questo, diventare meno trasparente e meno sottoposto al
controllo democratico? La sicurezza nazionale non può trasformarsi in una
formula magica da utilizzare per sottrarre alla conoscenza dei cittadini
informazioni di evidente interesse pubblico. Da anni denunciamo la
necessità di fare piena luce sul passaggio di armi e materiale militare
attraverso i porti italiani. Mentre a Gaza venivano uccisi decine di
migliaia di civili, i porti hanno continuato a rappresentare snodi
fondamentali delle catene logistiche internazionali attraverso cui
transitano anche armamenti. È indispensabile sapere cosa è transitato, da
dove proveniva, dove era diretto e sulla base di quali autorizzazioni. Per
questo depositeremo un'interrogazione parlamentare per chiedere al Governo
di chiarire immediatamente il significato e la portata di queste
affermazioni, quale sia il ruolo attribuito al porto di Ravenna nell'ambito
del dispositivo difensivo nazionale, quali accordi ne disciplinino
l'eventuale funzione strategico-militare e quali siano i traffici di
armamenti interessati. Se il porto di Ravenna ha davvero una rilevanza
militare strategica il Governo venga in Parlamento a spiegare quale ruolo
svolge, quali armamenti vi transitano, verso quali destinazioni e con quali
autorizzazioni. Non si può invocare la sicurezza nazionale per negare
trasparenza su informazioni di così grande interesse pubblico. Esprimiamo