(AGENPARL) - Roma, 16 Agosto 2026 - l settore energetico iracheno punta a un salto di qualità decisivo. Il Ministero del Petrolio ha annunciato una duplice strategia volta a potenziare le infrastrutture di esportazione e a massimizzare la capacità di raffinazione nazionale, con l’obiettivo dichiarato di ridurre la dipendenza dalle importazioni e stimolare l’economia locale.
Nuove infrastrutture e obiettivi al 2029
Il ministro del Petrolio, Bassem Mohammed Khudair, ha confermato che il dicastero sta implementando piani ambiziosi per l’estensione della rete di gasdotti e lo sviluppo della flotta petrolifera nazionale. Parallelamente, il governo iracheno ha fissato una deadline cruciale per la sostenibilità ambientale: la risoluzione definitiva del fenomeno del gas flaring (la combustione del gas naturale estratto) entro la fine del 2029.
“Gli investimenti di società straniere in Iraq non solo forniranno rendimenti finanziari significativi, ma giocheranno un ruolo chiave nel ridurre il tasso di disoccupazione nazionale”, ha dichiarato il ministro Khudair durante una conferenza stampa.
La partnership strategica con JGC
Il tassello centrale di questo piano di modernizzazione è la ripresa dei lavori nel progetto di cracking catalitico (FCC), che ha visto la firma di un accordo operativo con la multinazionale giapponese JGC.
Dopo una fase di stallo, le attività sono ripartite ufficialmente il 10 agosto 2026. La JGC ha già avviato il trasferimento del personale specializzato sul sito operativo, con l’obiettivo di portare l’impianto a pieno regime. L’impatto atteso sulla produzione giornaliera è significativo:
- Benzina: +5 milioni di litri/giorno
- Gasolio: +7 milioni di litri/giorno
- GPL: +400 tonnellate/giorno
L’inaugurazione di questo e di altri progetti collaterali è prevista per i prossimi giorni, segnando un passo concreto verso l’autosufficienza energetica dell’Iraq e l’aumento della competitività sui mercati internazionali.
