(AGENPARL) - Roma, 13 Agosto 2026 - "Prima ci spiegavano che controllare i confini era impossibile. Poi che le politiche del Governo Meloni non avrebbero funzionato. Oggi il presidente dell'Emilia-Romagna Michele De Pascale arriva addirittura ad accusare l'Italia di essere 'uno dei grandi responsabili' della presenza di irregolari in Europa. I numeri però dicono esattamente il contrario. L'audizione del ministro dell'Interno Matteo Piantedosi al Comitato Schengen ha messo sul tavolo dati difficili da contestare: sbarchi diminuiti del 55% rispetto al 2025 e dell'82% rispetto al 2023. Nel 2026 sono sbarcate in Italia circa 17mila persone, meno di un quarto delle circa 72mila entrate a Ceuta in appena due giorni. I rimpatri volontari assistiti sono passati dai 111 del 2024 ai 738 di quest'anno, con un incremento del 700%. Anche il ripristino temporaneo dei controlli con la Spagna sta producendo risultati concreti: 3 arresti e 21 cittadini di Paesi terzi irregolari respinti, senza penalizzare la libera circolazione dei cittadini europei e senza conseguenze sui flussi turistici. C'è poi una questione ancora più seria, sulla quale non possiamo permetterci superficialità: la sicurezza nazionale. Piantedosi ha riferito che le analisi sulla crisi di Ceuta hanno evidenziato elevati profili di rischio per la sicurezza interna e che, di fronte a spostamenti incontrollati di cittadini di Paesi terzi, non possono essere escluse potenziali infiltrazioni terroristiche. Ha inoltre ricordato che alcune aree del Marocco prossime a Ceuta sono storicamente interessate da fenomeni di reclutamento e radicalizzazione jihadista. Sono elementi che un Governo responsabile non può ignorare. La stessa possibilità di un nuovo tentativo di ingresso di massa a Ceuta il 15 agosto dimostra che l'allerta non è affatto terminata. Ed è proprio qui che si vede la differenza della linea portata avanti da Giorgia Meloni: non aspettare che il rischio diventi emergenza, ma intervenire prima. Controllare chi entra, contrastare l'immigrazione irregolare, rafforzare i rimpatri ed espellere chi non ha diritto di rimanere significa fare ciò che uno Stato serio deve fare, anche per impedire che flussi incontrollati possano essere sfruttati dalle reti della radicalizzazione e dell'estremismo. De Pascale e la sinistra possono continuare con la loro narrazione, noi preferiamo i numeri, i fatti e una linea chiara: difesa dei confini, rispetto delle regole e contrasto all'immigrazione illegale. Per noi la sicurezza degli italiani viene prima di tutto". Lo dice Cristina Almici, deputato di Fratelli d'Italia.
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