(AGENPARL) - Roma, 13 Agosto 2026 - Mentre l’economia globale fa i conti con un periodo di prolungata incertezza, frammentazione geopolitica e protezionismo, i flussi di capitale internazionale stanno ridisegnando la mappa geografica degli investimenti. Gli investitori non cercano più solo i rendimenti, ma puntano sulla prevedibilità, sulla resilienza e sulla stabilità istituzionale. In questo scenario in evoluzione, l’Asia centrale sta emergendo come una delle destinazioni più dinamiche al mondo per gli investimenti diretti esteri (IDE).
I numeri record: Kazakistan e Uzbekistan in prima fila
La spinta della regione è testimoniata dai dati record registrati nel biennio 2024-2025. Nel 2024, gli afflussi totali di investimenti nei paesi dell’area hanno toccato quota 24,8 miliardi di dollari. Il Kazakistan ha visto crescere i suoi afflussi lordi di IDE nel 2025 del 14,5% a quota 20,4 miliardi, mentre l’Uzbekistan ha chiuso il 2025 con un volume record di investimenti diretti esteri utilizzati pari a 38,2 miliardi di dollari.
A sostenere questa crescita contribuiscono fattori strutturali ben precisi: una ricca base di risorse naturali, una posizione geografica strategica che funge da ponte tra Cina, Russia, Asia meridionale e Medio Oriente, e una popolazione giovane e in rapida urbanizzazione che supera gli 80 milioni di abitanti.
La trasformazione settoriale: non solo energia e materie prime
Se in passato a dominare erano esclusivamente le industrie estrattive, il panorama si è fatto oggi molto più diversificato:
- Energia rinnovabile: Il settore energetico resta il principale destinatario di capitali, ma con un netto cambio di rotta verso la transizione ecologica, le reti di trasmissione e l’efficienza. Solo in Uzbekistan il portafoglio di progetti energetici si attesta sui 18 miliardi di dollari.
- Manifattura: Rappresenta circa il 15-20% del totale degli investimenti regionali (e un terzo in Uzbekistan), con focus su macchinari, tessile, metallurgia e materiali da costruzione orientati all’esportazione.
- Logistica e trasporti: Sotto la spinta di corridoi strategici come il Corridoio Medio, gli investimenti nelle infrastrutture di trasporto (ferrovie e hub logistici) continuano a crescere vertiginosamente.
- Economia digitale e agricoltura: Fintech, data center, cloud computing e tecnologie avanzate per la gestione idrica e la lavorazione agroalimentare stanno attirando quote crescenti di capitale innovativo.
Il traino delle riforme e il boom del TIIF 2026
Un ruolo chiave in questa trasformazione è giocato dall’Uzbekistan, capace di imporsi come l’economia in più rapida crescita della regione grazie a riforme ad ampio raggio, liberalizzazioni dei cambi e privatizzazioni.
La conferma definitiva della crescente fiducia dei mercati è arrivata a giugno 2026 con il 5° Tashkent International Investment Forum (TIIF 2026), che si è chiuso con la firma di 166 accordi di investimento per un valore record di 43,1 miliardi di dollari (registrando un balzo superiore al 40% rispetto all’edizione precedente). Di questi, ben 139 accordi riguardano progetti concreti legati a energie rinnovabili, minerali critici, infrastrutture e digitalizzazione.
In un contesto globale segnato da costi di finanziamento elevati e tensioni geopolitiche, l’Asia centrale e l’Uzbekistan offrono oggi una combinazione unica di stabilità, riforme proattive e integrazione transcontinentale, candidandosi a diventare il nuovo gateway strategico per i capitali internazionali.
