(AGENPARL) - Roma, 12 Agosto 2026 - “Ranucci si paragona ad Aldo Moro, Piersanti Mattarella, Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, scrivendo di essere ‘una voce che spaventa’. Ma a spaventare non è la sua voce, bensì i suoi silenzi. Usi la sua voce libera per spiegare perché, come risulta dagli atti dell’inchiesta, il giorno della perquisizione a Lavitola è stato due ore al telefono con il presunto mandante dell’attentato per tentare di concordare un alibi per lo stesso Lavitola. Spieghi la sua fraterna amicizia con il massone, faccendiere e pregiudicato Lavitola, spieghi i suoi rapporti con Tavares reputato vicino alla camorra, spieghi perché ha tentato in tutti i modi di insinuare un collegamento tra l’attentato e Fratelli d’Italia. Aspettiamo trepidanti di ascoltare questa voce, ma nel frattempo non possiamo che giudicare ignobile che Ranucci si paragoni a chi davvero la mafia l’ha combattuta e che per sua mano ha trovato la morte”.
Lo dichiarano i componenti di Fratelli d’Italia della Commissione Vigilanza Rai.