(AGENPARL) - Roma, 28 Luglio 2026 - Scontro aperto alle Nazioni Unite tra Stati Uniti e Francia. I diplomatici americani hanno clamorosamente abbandonato la sala riunioni del Consiglio di Sicurezza mentre prendevano la parola le controparti francesi, in un gesto di aperta protesta contro le critiche mosse da Parigi sul rispetto dei diritti umani da parte dell’amministrazione Trump.
Il casus belli: il mandato di Volker Turk
La mossa a sorpresa si è consumata durante una riunione dedicata all’Ucraina. La scintilla che ha innescato lo strappo è legata al rinnovo del mandato dell’Alto Commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani, Volker Turk.
Mentre venerdì scorso la sua riconferma ha ricevuto un ampio sostegno internazionale (inclusa la Francia), gli Stati Uniti si sono opposti a concedergli un nuovo mandato di quattro anni. Il voto in Assemblea Generale si è concluso con 144 voti a favore, 10 contrari (tra cui gli USA) e 13 astensioni. A far traboccare il vaso è stato un post sui social media della missione francese all’ONU a Ginevra, che ha criticato esplicitamente l’opposizione americana.
La dura replica di Washington a Parigi
Dopo il ritiro dall’aula, il vice ambasciatore degli Stati Uniti, Dan Nigeria, non ha usato mezzi termini, accusando la Francia di fingere una “rabbia morale” e di volersi ergere a professore per impartire lezioni al mondo su ogni argomento.
Il diplomatico americano ha poi ricordato che gli USA sono sempre stati al fianco di Parigi in ogni conflitto in cui “la sua libertà era minacciata”, tollerando le divergenze politiche in uno “spirito di solidarietà e rispetto reciproco”. Un approccio che, ha avvertito chiaramente, è giunto al capolinea.
Molto più di un voto: l’asse incrinato tra USA ed Europa
L’incidente diplomatico al Palazzo di Vetro riflette una rottura molto più profonda tra Donald Trump, il suo omologo francese Emmanuel Macron, e in generale l’intero blocco europeo. Le tensioni si accumulano su diversi dossier strategici:
- Il ruolo della NATO: crescenti dubbi sull’impegno americano nell’Alleanza e i possibili stravolgimenti nel dispiegamento delle truppe USA in Europa.
- Le mire sulla Groenlandia: il controverso desiderio di Trump di acquisire il territorio della Danimarca (membro NATO).
- Il Medio Oriente: le lamentele di Washington per il mancato supporto europeo durante la guerra con l’Iran (con gli alleati che, a loro volta, lamentano di non essere stati consultati).
- L’autonomia militare europea: in risposta a questo clima, Macron ha assunto la leadership per rafforzare le capacità militari dell’Europa e garantire un “ombrello nucleare” indipendente, facendo leva sullo status della Francia come potenza nucleare del continente insieme al Regno Unito.
