(AGENPARL) - Roma, 27 Luglio 2026 - "Ciò che fa più rabbia è la totale assenza di visione e di rispetto istituzionale. Avevamo chiesto una rigorosa tutela contabile delle risorse, un vero e proprio 'scudo anti-scippo' per evitare che i fondi destinati a salvare vite umane e a riconvertire la produzione venissero dirottati altrove, anche in caso di trasferimento delle competenze al Mimit. Hanno preferito bocciare tutto, dimostrando che per la maggioranza la priorità non sono i cittadini, i lavoratori e la tutela dell'ambiente, ma la prosecuzione di un'opera di galleggiamento inconcludente e pericolosa. Oggi assistiamo a un copione paradossale: da un lato una procedura di vendita di Acciaierie d'Italia avvolta nel caos e nel silenzio più totale, con il futuro industriale della fabbrica segnato dalla sentenza del Tribunale di Milano sulle sorti dell'area a caldo; dall'altro un territorio ostaggio dell'improvvisazione, con i sindacati, giustamente, sul piede di guerra e un intero polo tenuto in vita artificialmente con l'ennesimo pannicello caldo. Bocciare i nostri emendamenti, ignorando persino il pronunciamento dei giudici milanesi e le urgenze del territorio, significa voltare le spalle a Taranto nel momento più buio della sua storia industriale. Non ci fermeremo qui: continueremo a denunciare questa gestione fallimentare e a pretendere verità, giustizia e futuro per i tarantini. Il Governo si assuma la piena responsabilità di questo scempio".
Roma, 27 luglio 2026