(AGENPARL) - Roma, 14 Luglio 2026 - ROMA, 14 luglio – "La situazione è fuori controllo, le mafie dei colletti bianchi e quelle militari stanno imperversando da nord a sud. Lo straordinario lavoro della magistratura e delle forze dell'ordine non basta perché nel frattempo il governo sta spuntando loro le armi. Quello che sta succedendo quotidianamente a Palermo tra intimidazioni e violenze è impressionante. Sul fronte delle mafie dei colletti bianchi il governo Meloni ha enormi rsponsabilità, ha voluto una raffica di norme che hanno spalancato delle autentiche praterie per le collusioni tra politica, potentati economici e mafia. Si pensi all'abolizione del reato di abuso d'ufficio e alla demolizione della Corte dei Conti: prima il sindaco in terra di mafia poteva dire no al criminale di turno che gli chiedeva di affidargli un lavoro pubblico, spiegando che sarebbe incappato in un procedimento per abuso d'ufficio o responsabilità erariale. Oggi no, il mafioso può dire al sindaco di fare quello che gli viene chiesto, tanto non rischia niente. Da qui la drammatica vulnerabilità degli amministratori locali di oggi e la crescita esponenziale degli appalti affidati senza gara. Ancora: lo stesso governo Meloni ha privato la magistratura dello strumento fondamentale delle intercettazioni per procedimenti diversi da quelli per cui sono state autorizzate, salvo casi rari. Una follia che ha suscitato indignazione e disperazione in tutte le procure italiane. Il risultato di questi anni disastrosi è una totale sfiducia dei cittadini davanti all'arretramento dello Stato. Oggi presentiamo cinque disegni di legge con i quali è possibile intervenire in modo urgente e preciso per arginare l'emergenza: bisogna cancellare la norma del governo che ha limitato l'uso delle intercettazioni; intervenire sui benefici penitenziari perchè da qualche anno tanti boss irriducibili sono usciti dal carcere e sono tornati a presidiare i loro clan; ripristinare il controllo e la sicurezza nelle carceri dove spesso i boss continuano a comunicare con l'esterno e comandare; ridurre l'accesso dei grandi criminali al giudizio abbreviato e modificare la norma sul reato continuato; creare un'anagrafe nazionale dei detenuti più pericolosi che accedono ai benefici penitenziari. Non ci si può commuovere davanti alla macchina di Falcone e poi rimanere a guardare le mafie che spadroneggiano o addirittura favorire quelle dei colletti bianchi".
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