(AGENPARL) - Roma, 5 Luglio 2026 - Dal 2004 a oggi: come la Turchia è passata da ospite a leader imprescindibile della sicurezza transatlantica
Ventidue anni dopo lo storico vertice di Istanbul, che definì il processo di trasformazione dell’Alleanza dopo la Guerra Fredda, la Turchia si prepara a guidare le diplomazie mondiali. Il vertice che si terrà ad Ankara non è solo un incontro logistico, ma una vera e propria consacrazione del peso diplomatico, industriale e militare turco sullo scacchiere internazionale.
Ankara, baricentro della sicurezza globale
Ad Ankara convergeranno 32 capi di Stato e di governo, inclusi il presidente USA Donald Trump e i rappresentanti del blocco AP4 (Australia, Giappone, Nuova Zelanda e Corea del Sud). Questa presenza non è casuale: il vertice ha l’obiettivo esplicito di unire, per la prima volta allo stesso tavolo, le agende della sicurezza euro-atlantica e di quella indo-pacifica.
Tra i punti salienti del programma:
- Forum dell’industria della difesa: Per la prima volta inserito nel programma ufficiale, a sottolineare il ruolo crescente della Turchia nel comparto tecnologico e della sicurezza.
- Condivisione degli oneri: Sarà uno dei temi caldi che animerà i colloqui tra i leader.
- Iniziativa di Cooperazione di Istanbul: Si terrà una sessione speciale dedicata ai paesi membri (Qatar, Bahrain, Kuwait ed Emirati Arabi Uniti) per rafforzare il dialogo strategico.
Una macchina diplomatica senza precedenti
I numeri del vertice riflettono la scala dell’evento: sono attesi quasi 100 ministri, migliaia di diplomatici e oltre 3.000 giornalisti accreditati. La sicurezza è stata blindata con l’impiego di oltre 56 mila addetti, tra poliziotti e gendarmi, affiancati da una task force di 639 esperti dedicata esclusivamente al pattugliamento virtuale contro le minacce informatiche.
Dal 2004 a oggi: la metamorfosi dell’Alleanza
Il confronto con il vertice di Istanbul del 2004 è inevitabile. Allora, l’Alleanza celebrava l’espansione a est con i 7 nuovi membri e definiva il proprio ruolo in Afghanistan e Iraq. Oggi, la Turchia non è più solo un ospite di rilievo, ma il motore di una diplomazia che deve gestire crisi globali molto più complesse. Mentre nel 2004 l’assenza di Putin al Consiglio NATO-Russia segnava le prime crepe, il vertice di Ankara si pone come il punto di partenza per definire le regole di una nuova era, in cui la gestione delle crisi richiede un’assertività che solo Ankara sembra in grado di coordinare.
