(AGENPARL) - Roma, 30 Giugno 2026 - È scaduto oggi il termine stabilito dal governo spagnolo per accedere alla
regolarizzazione di uomini e donne migranti che non abbiano commesso reati
gravi e che risultino presenti da prima del 31 dicembre 2025. Ci si
attendevano 750 mila domande, ne sono giunte circa 1 milione e 300 mila e
gli organismi preposti le vaglieranno una per una. Regolarizzazione
significa diritto all'assistenza sanitaria, a reclamare un contratto di
lavoro decente, a usufruire di diritti fondamentali senza rischiare di
essere espulsi. Il governo spagnolo ha fatto da tempo questa scelta
intelligente che ha visto crescere il pil, i salari e migliorare il
welfare. Il provvedimento ha fatto indignare le destre spagnole, che
intendono impugnarlo per farlo annullare e quelle europee, secondo cui gli
effetti vanno in contrasto col piano migrazioni e asilo approvato il 12
giugno scorso. In Italia, quasi in contemporanea, si realizzano invece i
piani attuativi per aumentare il numero dei centri per il rimpatrio –
meglio chiamarla deportazione – e quelli per respingere in frontiera. Si
getteranno centinaia di milioni di euro in propagandistici e xenofobi
programmi repressivi di stampo trumpiano e contemporaneamente – alla faccia
della sicurezza – si costringeranno centinaia di migliaia di persone ad una
ancora maggiore invisibilità, al lavoro nero, al rischio di finire nelle
reti della criminalità. Una scelta cinica, criminale ma anche totalmente
inefficace. Chi oggi strepita di "remigrazione" dovrebbe spiegare dove
trovare i 10 miliardi di euro per realizzarla e come potrebbe essere
rimpiazzata la manodopera espulsa. Ma ai fascisti da sempre interessa la
propaganda non provvedimenti che garantiscano a chi lavora, contratti,
tutele e diritti. Quella spagnola è una semplice lezione di buon senso e di
chi pensa realmente al futuro del Paese. Chi governerà l'Italia in futuro
si deve rendere conto che la regolarizzazione permanente è una condizione
necessaria non solo per chi arriva ma per i diritti di chiunque viva del
proprio lavoro.
Rifondazione Comunista – Sinistra Europea
