(AGENPARL) - Roma, 24 Ottobre 2026 - INFRASTRUTTURE E CAPITALE UMANO LE SFIDE PER CRESCERE*
CATANIA, 23 OTTOBRE 2026 – Trentunmila piccole imprese italiane, che
occupano il 75% dei lavoratori del Paese e contribuiscono per il 65% al Pil
italiano. Un tessuto produttivo capace di generare anche 53 miliardi di
euro di esportazioni, un risultato che, secondo i dati presentati durante
l'incontro, supera quello di Germania, Francia e Spagna.
A Catania, Confindustria rappresenta 750 piccole imprese, che occupano
complessivamente 26 mila dipendenti. Realtà appartenenti a settori diversi,
spesso a conduzione familiare, chiamate oggi ad affrontare la sfida
dell'innovazione e della digitalizzazione.
Da questi numeri è partito il confronto "PMI – La forza dell'impresa
italiana", che ha portato in città Fausto Bianchi, presidente nazionale
della Piccola Industria di Confindustria, per un dialogo con gli
imprenditori del territorio.
"Le piccole imprese catanesi sono la base del nostro sistema. Abbiamo
grandissime realtà imprenditoriali, molto strutturate e in grado di
viaggiare da sole, ma le nostre piccole imprese devono assolutamente
compiere un grande salto nell'innovazione e, soprattutto, iniziare ad
affrontare la sfida della digitalizzazione" ha dichiarato Maria Cristina
Busi Ferruzzi, presidente di Confindustria Catania.
"Il Digital Innovation Hub è la struttura operativa creata da Confindustria
per supportare le piccole e medie imprese nella transizione digitale e
nell'Industria 4.0. È molto importante perché, accompagnando le aziende nei
loro percorsi di innovazione, può aiutarle ad aumentare la competitività
rispetto alle imprese del Nord Italia e del resto d'Europa", ha aggiunto la
presidente di Confindustria Catania.
Accanto alla trasformazione digitale, restano centrali le condizioni
strutturali in cui operano le aziende siciliane. A sottolineare le
principali criticità del territorio è stato Marco Causarano, presidente
della Piccola Industria di Confindustria Catania, nel confronto con Fausto
Bianchi e Roberto Franchina, presidente della Piccola Industria di
Confindustria Sicilia.
"Indico al presidente nazionale tre priorità per il futuro del nostro
territorio: i giovani, le infrastrutture e la certezza dei tempi
burocratici – ha affermato Causarano -. Le piccole imprese soffrono per una
burocrazia assurda. Un'autorizzazione che dovrebbe richiedere tre o quattro
mesi richiede anche due anni. In Sicilia, dagli anni Settanta, non si
investe davvero in infrastrutture. Servono il completamento della
Palermo-Messina e il rilancio dei collegamenti già esistenti, perché strade
chiuse e verifiche carenti penalizzano ogni giorno le piccole imprese.
Dobbiamo poi creare condizioni sociali, culturali e ambientali che rendano
la nostra terra attrattiva. L'emigrazione dei siciliani c'è sempre stata,
ma il nostro compito è fare in modo che chi parte possa tornare".
Il confronto ha permesso di allargare lo sguardo alle difficoltà e alle
potenzialità del sistema produttivo nazionale, con l'intervento conclusivo
del presidente nazionale della Piccola Industria di Confindustria.
"Quando si visitano i territori si trova sempre una grande vivacità, una
capacità di innovare, e una voglia di crescere e di rappresentare il mondo
industriale delle piccole e medie imprese, che fa la differenza in Italia,
ma abbiamo bisogno di soggetti che possano accompagnare la crescita delle
imprese e di incentivi stabili che consentano di programmare gli
investimenti – ha detto Fausto Bianchi –. Questi incontri sono occasioni
straordinarie di confronto e, soprattutto, di ascolto. Permettono di
raccogliere le suggestioni, le difficoltà e le visioni di un tessuto
imprenditoriale composto da uomini e donne straordinari, che tengono