(AGENPARL) - Roma, 22 Giugno 2026 - Diversi membri del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite hanno espresso un forte sostegno agli sforzi della Siria per rafforzare la stabilità interna, promuovere la riconciliazione nazionale e contribuire alla sicurezza regionale, chiedendo al contempo la cessazione delle operazioni militari israeliane sul territorio siriano e il rispetto degli accordi internazionali vigenti.
Le dichiarazioni sono state formulate nel corso della sessione del Consiglio di Sicurezza dedicata agli ultimi sviluppi in Siria e alle prospettive di consolidamento della pace nel Paese dopo anni di conflitto.
Uno dei temi centrali del dibattito è stato il ruolo crescente assunto da Damasco nei processi di cooperazione regionale e nella lotta contro il terrorismo, oltre alle preoccupazioni espresse da numerosi membri del Consiglio per le attività militari israeliane in territorio siriano.
Gli Stati Uniti: la Siria protagonista di una nuova fase diplomatica
Nel suo intervento, la rappresentante statunitense Tammy Bruce ha affermato che negli ultimi diciotto mesi la Siria ha assunto un ruolo significativo all’interno di una nuova architettura diplomatica regionale sostenuta dagli Stati Uniti e dalle Nazioni Unite.
Secondo Bruce, esistono oggi opportunità concrete per favorire la stabilità e la prosperità dell’intera regione mediorientale attraverso una maggiore cooperazione politica e istituzionale.
La rappresentante americana ha inoltre evidenziato il lavoro svolto dalle autorità siriane nel contrasto alle reti terroristiche e al traffico di esseri umani, sottolineando come il governo di Damasco abbia contribuito allo smantellamento di diverse cellule riconducibili all’organizzazione terroristica ISIS.
Washington, ha assicurato Bruce, continuerà a collaborare con la Siria per sostenere i processi di stabilizzazione e rafforzare la sicurezza regionale.
Londra critica le attività militari israeliane
Particolarmente significativo è stato l’intervento dell’ambasciatore britannico James Kariuki, che ha richiamato l’attenzione sulle crescenti tensioni lungo il confine siriano e sulle ripetute violazioni dell’Accordo di Disimpegno del 1974.
Il rappresentante del Regno Unito ha espresso preoccupazione per l’aumento delle operazioni militari israeliane e ha invitato Israele a riprendere il dialogo con il governo siriano, privilegiando la via diplomatica rispetto a quella militare.
Kariuki ha inoltre ribadito una posizione storica della diplomazia britannica, ricordando che le Alture del Golan restano territorio siriano occupato e che il loro status non è stato modificato dal diritto internazionale.
Secondo Londra, l’attuale fase di de-escalation regionale rappresenta un’opportunità importante per costruire un quadro di sicurezza condivisa che coinvolga tutti gli attori dell’area.
La Francia: fermare gli attacchi e sostenere la giustizia
Anche la Francia ha rivolto un appello diretto a Israele affinché cessi le operazioni militari sul territorio siriano.
L’ambasciatore francese Jérôme Bonnafont ha elogiato gli sforzi compiuti dalle autorità siriane nel promuovere la riconciliazione nazionale e nell’avviare percorsi di giustizia nei confronti di figure dell’ex regime accusate di gravi violazioni dei diritti umani.
Secondo il rappresentante francese, il perseguimento delle responsabilità individuali costituisce un elemento essenziale per consolidare la pace e favorire la ricostruzione della fiducia tra le istituzioni e la popolazione.
Parigi ha quindi riaffermato il proprio sostegno ai processi di giustizia di transizione e agli strumenti internazionali finalizzati ad accertare responsabilità e garantire trasparenza.
Il sostegno della Grecia agli sforzi di Damasco
Nel corso della riunione è intervenuta anche la rappresentante permanente della Grecia, Aglaia Balta, che ha riconosciuto alla leadership siriana un atteggiamento di moderazione nella gestione delle tensioni regionali.
Balta ha sottolineato l’importanza di rafforzare la cooperazione tra le istituzioni internazionali e il governo siriano per sostenere i programmi di sviluppo, ricostruzione e stabilizzazione.
La diplomatica greca ha inoltre definito l’arresto e il perseguimento degli individui accusati di aver contribuito alle sofferenze del popolo siriano un passaggio fondamentale per la costruzione di una pace duratura e per la guarigione delle profonde ferite lasciate da oltre un decennio di conflitto.
Stabilità, ricostruzione e cooperazione regionale
La sessione del Consiglio di Sicurezza ha evidenziato un crescente consenso internazionale sulla necessità di sostenere il percorso di stabilizzazione della Siria attraverso strumenti politici, economici e diplomatici.
Numerosi interventi hanno sottolineato come la lotta al terrorismo, il rafforzamento delle istituzioni statali, la riconciliazione nazionale e il rispetto della sovranità territoriale rappresentino elementi essenziali per consolidare i progressi raggiunti.
Allo stesso tempo, le richieste rivolte a Israele affinché interrompa le operazioni militari sul territorio siriano e riprenda il dialogo politico con Damasco hanno occupato una posizione centrale nel dibattito, confermando come la sicurezza regionale continui a dipendere dalla capacità degli attori coinvolti di privilegiare la diplomazia rispetto al confronto armato.
L’incontro si è concluso con un rinnovato appello della comunità internazionale a favore della stabilità, della ricostruzione economica e della riconciliazione nazionale, considerate condizioni indispensabili per garantire un futuro di pace e prosperità al popolo siriano e all’intera regione mediorientale.