(AGENPARL) - Roma, 22 Giugno 2026 - TIRANA/PARIGI – È un’Albania a due velocità quella che emerge in questo inizio di estate 2026. Mentre il primo ministro Edi Rama vola a Parigi per consolidare la proiezione europea del Paese, a Tirana il clima interno si fa rovente, con l’opposizione che alza il tiro chiedendo una transizione politica immediata.
La missione diplomatica: Rama a colloquio con Macron Oggi, lunedì 22 giugno, il premier Edi Rama è atteso all’Eliseo per un pranzo di lavoro con il presidente Emmanuel Macron. Al centro dell’agenda, il rafforzamento del partenariato strategico tra Albania e Francia e un confronto serrato sul futuro del processo di adesione all’Unione Europea. Rama, che negli ultimi anni ha saputo accreditarsi come uno dei principali sostenitori di un nuovo approccio per i Balcani occidentali, punta a capitalizzare l’impegno personale di Macron per blindare la rotta verso Bruxelles in vista dei prossimi appuntamenti multilaterali.
Il fronte interno: Berisha e la rivolta di piazza Mentre il premier tesse le fila in Europa, a Tirana lo scenario è radicalmente opposto. Sali Berisha, leader del Partito Democratico, ha dato voce alla crescente insofferenza popolare in una massiccia mobilitazione cittadina. Definendo la piazza il vero “campo di battaglia” per la democrazia, Berisha ha rilanciato con forza la richiesta di dimissioni di Rama. La proposta dell’opposizione è chiara: la formazione di un governo di sorveglianza, composto da figure tecniche e non politiche, per traghettare il Paese verso nuove elezioni che, secondo i manifestanti, devono segnare il ritorno al voto libero e la fine di quella che l’opposizione bolla come “autocrazia”.
Due visioni in rotta di collisione Il contrasto è plastico: da un lato, il governo punta sul posizionamento geopolitico e sull’integrazione internazionale come leva di stabilità; dall’altro, l’opposizione contesta proprio la legittimità interna di questa gestione, trasformando ogni piazza in un referendum sul futuro del premier. L’autunno politico albanese si preannuncia, di fatto, già iniziato.
