(AGENPARL) - Roma, 21 Giugno 2026 - TOKYO – Il governo della premier Sanae Takaichi sta attuando una dottrina di sicurezza nazionale che fonde, per la prima volta, la capacità militare di proiezione con un piano di sviluppo tecnologico da 370 trilioni di yen. Non si tratta di due iniziative separate, ma di un unico disegno strategico volto a rendere il Giappone una “fortezza tecnologica” entro il 2040.
La postura militare: il salto di qualità con “Resolute Dragon”
Sabato, nelle prefetture di Kyushu e Okinawa, hanno preso il via le esercitazioni Resolute Dragon. L’operazione coinvolge 9.600 effettivi delle Forze di Autodifesa (SDF) e dell’esercito statunitense.
La novità è di rilievo strategico: per la prima volta partecipa un’unità GSDF dotata di missili a lungo raggio, schierata a marzo a Kumamoto. Parallelamente, viene testata la capacità logistica avanzata con l’impiego delle navi Nihonbare e Yoko. Come sottolineato dal generale Seiji Toriumi, l’obiettivo è la risposta congiunta e immediata a qualsiasi minaccia, migliorando l’interoperabilità in scenari di difesa delle isole remote.
Il piano Takaichi: 370 trilioni per la sovranità economica
Mentre il settore militare si addestra, il governo Takaichi finalizza una strategia di crescita basata su 370 trilioni di yen di investimenti pubblici e privati da qui al 2040. Il cuore del piano è proteggere la competitività nazionale in 17 settori chiave.
Ecco le direttrici fondamentali dell’investimento:
- IA Fisica e Automazione (10,5 trilioni): L’obiettivo è superare la carenza di manodopera automatizzando fabbriche e infrastrutture critiche.
- Cloud e Data Center (32,7 trilioni): La creazione di una rete dati resiliente e autonoma è considerata una priorità di sicurezza nazionale.
- Comunicazioni del futuro (29 trilioni): Risorse massive per reti wireless ad alta velocità, comunicazioni ottiche e cavi sottomarini, infrastrutture essenziali per sostenere lo sviluppo dell’IA.
- Energia decarbonizzata (9 trilioni): Il piano prevede 4,1 trilioni per celle solari di perovskite e 5 trilioni per la ricostruzione di impianti nucleari con reattori innovativi.
La sintesi: sicurezza è sviluppo
L’amministrazione Takaichi definisce questo approccio come “finanza responsabile e proattiva”. L’idea è semplice ma ambiziosa: il governo guida l’investimento iniziale nei settori critici — come l’IA e i semiconduttori — per attirare capitali privati e blindare il sistema-Paese.
L’uso di “obbligazioni ponte” per coprire le spese iniziali riflette l’urgenza di questa trasformazione. In un quadro di sicurezza sempre più severo, dominato dall’espansione marittima cinese, il Giappone non intende più limitarsi al ruolo di alleato protetto. Con la “Takaichinomics”, Tokyo punta a diventare l’architrave tecnologico e difensivo dell’Indo-Pacifico
