(AGENPARL) - Roma, 16 Giugno 2026 - Ad aprire l'incontro è stato Antonio Giordano, deputato e vicepresidente della Fondazione AN, che ha richiamato con ironia la polemica sul "patentino antifascista" richiesto agli editori per Più libri più liberi. «Volevo chiedervi se vi hanno fatto firmare la dichiarazione, perché per partecipare a questo convegno bisogna firmare una dichiarazione di essere anti-Fiat», ha scherzato. Poi il passaggio politico: «L'unica soluzione è scherzarci sopra, perché pensare che devi dire che cosa pensi prima che tu possa avere spazio per cominciare a dire cosa pensi è una deriva preoccupante».
La battuta ha introdotto uno dei nodi del confronto: la libertà di costruire, produrre, rischiare. Per Giordano, la vicenda Alfa Romeo racconta anche un'Italia che deve tornare a riconoscere il valore dell'iniziativa imprenditoriale, perché «fare impresa non vuol dire solo fare soldi, ma assumersi responsabilità e mettere in campo energie, lavoro e visione».
Leonardo Giordano ha raccontato la genesi del volume, nata da una ricerca sulle radici familiari di Nicola Romeo e poi diventata un'indagine più ampia su una figura centrale dell'Italia industriale. «Mi interessava capire come un ingegnere meridionale, formato al Politecnico di Napoli e poi specializzato in Belgio, rinunci al posto fisso nelle ferrovie per intraprendere la carriera di imprenditore», ha spiegato l'autore. E ancora: «La vicenda umana, personale e imprenditoriale di Nicola Romeo si incrocia con gli eventi più importanti della storia d'Italia», dalla Grande guerra al biennio rosso, dall'avvento del fascismo alla crisi del 1929.
Francesco Giubilei, intervenuto come editore del volume e direttore scientifico della Fondazione AN, ha ricordato anche che il libro esce proprio a 150 anni dalla nascita di Nicola Romeo, e si inserisce in un percorso di riscoperta degli "alfieri dell'italianità": figure capaci di rappresentare il made in Italy non solo sul piano economico, ma anche culturale.
Giubilei è tornato anche sul caso Più libri più liberi, annunciando per la prossima edizione una "maratona per la libertà" nello stand della casa editrice, con letture dedicate anche ai crimini del comunismo. «Non andare alla fiera significa darla vinta a loro», ha detto, rivendicando la presenza degli editori conservatori nei luoghi del confronto culturale. «Io cercherò ad ogni costo di esserci», chiude l'autore.
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