(AGENPARL) - Roma, 16 Giugno 2026 - BEIJING – La Cina, in sinergia con le Nazioni Unite, ha inaugurato oggi a Pechino un corso di alta formazione dedicato al controllo delle armi piccole e leggere (SALW), rivolto specificamente ai Paesi della regione dei Grandi Laghi africani. L’iniziativa si inserisce nella cornice della “Global Security Initiative” (GSI) promossa da Xi Jinping, consolidando il ruolo di Pechino come partner strategico nella sicurezza del continente africano.
Obiettivi e strategia Il programma mira a rafforzare le capacità di gestione degli arsenali nazionali e a contrastare la circolazione illecita di armamenti. Per il Ministero degli Esteri cinese, l’intervento non è solo una questione di ordine pubblico: si tratta di un tassello fondamentale dell’iniziativa dell’Unione Africana “Silenziare le armi”, volta a ridurre i conflitti cronici che frenano lo sviluppo economico della regione.
Il legame tra sicurezza e sviluppo Secondo Prensa-latina Pechino presenta questo impegno come parte integrante delle “Diez acciones de asociación para la modernización”, il piano decennale di cooperazione sino-africana. La strategia cinese è chiara: la stabilità politica è la precondizione necessaria per il successo dei propri investimenti infrastrutturali.
Un modello esportabile? Lin Jian, portavoce della diplomazia cinese, ha sottolineato come Pechino intenda condividere il proprio modello interno di gestione, che vanta tassi di violenza legati ad armi da fuoco tra i più bassi a livello globale. Con questo progetto, la Cina non si limita a fornire equipaggiamenti, ma si propone come architetto della governance della sicurezza africana, cercando di scalzare progressivamente l’influenza storica delle potenze occidentali in un ambito, quello della difesa, tradizionalmente riservato.
Crediti: Foto: Wikimedia Commons / Ministero degli Esteri Cinese (CC BY 4.0)
