(AGENPARL) - Roma, 15 Giugno 2026 - TEL AVIV – Mentre la diplomazia internazionale celebra la finalizzazione del Memorandum tra Stati Uniti e Iran, emerge una profonda frattura sul fronte libanese. Secondo quanto riportato dal portale Ynet, il Primo Ministro israeliano Benjamin Netanyahu avrebbe comunicato chiaramente al Presidente Donald Trump la volontà di Israele di non ritirare le truppe dal Libano.
I punti della rottura:
- Autonomia operativa: Netanyahu ha ribadito che le Forze di Difesa Israeliane (IDF) manterranno le posizioni attuali nel Libano meridionale.
- Clausola libanese: Il governo israeliano ha fatto sapere di non considerarsi vincolato ai termini dell’accordo raggiunto tra Washington e Teheran per quanto concerne il fronte libanese.
- Obiettivo Hezbollah: Tel Aviv conferma che proseguirà le operazioni contro le infrastrutture di Hezbollah, definendo l’azione in Libano come una misura necessaria per rispondere agli attacchi e proteggere il territorio israeliano.
Una diplomazia in tensione
Questa presa di posizione di Netanyahu aggiunge un ulteriore elemento di incertezza alle ore che precedono la firma ufficiale del 19 giugno in Svizzera. Sebbene l’accordo tra Usa e Iran preveda una tregua su tutti i fronti, compreso il Libano, Israele insiste sul diritto di autodifesa.
La situazione resta estremamente fluida: mentre l’Iran, tramite il viceministro Gharibabadi, guarda ai prossimi 60 giorni come a una finestra per negoziare sul programma nucleare, le manovre sul campo in Libano minacciano di mettere a dura prova la tenuta dell’intero processo di pacificazione.
