(AGENPARL) - Roma, 8 Giugno 2026 - ROMA, 8 GIUGNO 2026 – "La commissione Lavoro della Camera è stata ridotta a una vera e propria farsa, e per questo, uniti come opposizioni, abbiamo deciso di abbandonare i lavori. È gravissimo che la ministra Calderone abbia scelto di non presentarsi proprio nel giorno in cui era chiamata a dare risposte su una norma che legittima i contratti pirata, favorisce il dumping contrattuale e colpisce la contrattazione collettiva. Il Governo si assume la piena responsabilità di uno strappo che calpesta il Parlamento, i lavoratori e le parti sociali". Così il deputato del M5S Davide Aiello. "Non solo la ministra è scappata dal confronto – riprende – ma l'esecutivo non ha fatto alcun passo indietro rispetto a un provvedimento che, dietro il titolo altisonante di 'salario giusto', nasconde l'inganno del salario mascherato e della precarietà legalizzata. Hanno bocciato in blocco 109 emendamenti del M5S senza discutere. Con il blitz sul Tec hanno inventato il 'salario teorico': per questa maggioranza i buoni sconto e il welfare aziendale equivalgono al denaro liquido. Ma alla cassa del supermercato e per pagare gli affitti servono euro veri in busta paga – dice ancora Aiello – non i voucher o le polizze dentistiche. Noi continuiamo a chiedere una soglia minima legale di 9 euro lordi l'ora ancorata al minimale Inps". "A questo si aggiunge il favore fatto alle Big Tech sulle piattaforme digitali: hanno cancellato le parole 'algoritmi, controllo ed eterodirezione', creando uno scudo legale e contributivo per le multinazionali delle consegne. Stabilire che la presunzione di lavoro subordinato valga per i rider solo per il diritto del lavoro, escludendo il fisco e la sicurezza sociale, significa regalare ai giganti del web milioni di euro di contributi evasi che lo Stato non recupererà mai". "Mentre tagliano i servizi e negano risorse ai disoccupati, trovano persino il modo di assegnare centinaia di migliaia di euro senza bando a un'associazione privata, una misura totalmente estranea al decreto che noi chiediamo di dirottare sui Centri per l'impiego pubblici. Non saremo complici di questo scempio: la nostra battaglia contro l'inganno del welfare sostitutivo e la protezione dei colossi del web si sposta ora in Aula" conclude il parlamentare del M5S.
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