(AGENPARL) - Roma, 8 Giugno 2026 - L’assessore regionale ai Trasporti, Francesco De Rebotti, è intervenuto sulle criticità emerse in merito alla proposta di delibera ART 49/2026, attualmente in consultazione pubblica, evidenziando come il nuovo impianto regolatorio rischi di incidere in modo significativo sulla programmazione del trasporto ferroviario regionale e sui collegamenti utilizzati quotidianamente dai pendolari umbri.
Secondo la Regione, la proposta dell’Autorità introduce una riduzione della capacità prenotabile tramite Accordi Quadro – dal precedente 85% al 70% – accompagnata da tetti rigidi che limitano la possibilità degli enti territoriali di garantire servizi essenziali. In caso di conflitto con operatori privati, il trasporto pubblico verrebbe inoltre confinato entro un massimo del 40% della capacità disponibile, una soglia ritenuta non compatibile con le esigenze dei territori interni.
Ulteriori elementi di criticità riguardano la gestione delle precedenze in orario pendolare, limitate a due sole fasce giornaliere e calcolate sull’orario di partenza del treno. Tale criterio penalizza i servizi interregionali umbri diretti verso Roma, Firenze e Ancona, che raggiungono i nodi metropolitani proprio nelle ore di punta. La Regione segnala inoltre l’innalzamento a 250 km/h della soglia di velocità per l’accesso prioritario alle linee veloci, misura che escluderebbe i nuovi convogli regionali da 200 km/h acquistati per l’utilizzo sulla Direttissima.
Particolarmente rilevante è anche il tema della retroattività: la delibera prevede che i nuovi limiti si applichino anche agli Accordi Quadro già sottoscritti, mettendo in discussione la stabilità degli impegni assunti e degli investimenti programmati, tra cui l’Accordo Quadro approvato dalla Giunta regionale con delibera n. 332 del 13 aprile 2026.
Nel corso della consultazione, la Regione Umbria ha presentato una serie di proposte di modifica. Tra queste: l’esclusione degli Accordi Quadro già firmati dall’applicazione dei nuovi limiti; il riconoscimento della priorità anche ai servizi pubblici a 200 km/h sulle linee strategiche; la possibilità di derogare al tetto del 40% per garantire i livelli essenziali di servizio; l’elevazione al 70% – fino al 100% in assenza di altri richiedenti – della capacità prenotabile sulle reti regionali; l’adozione dell’orario di arrivo nei nodi principali come parametro per la tutela dei servizi interregionali.
“Non si tratta di una disputa politica, ma della tutela di un diritto fondamentale”, ha dichiarato l’assessore De Rebotti, sottolineando la necessità di un intervento urgente del Governo per assicurare un equilibrio sostenibile tra alta velocità e trasporto pubblico regionale. La Regione, insieme ad altre amministrazioni del Centro Italia, ha già trasmesso osservazioni formali e richiesto un confronto con il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti.
La consultazione pubblica si concluderà il 25 giugno 2026, mentre il 10 giugno è previsto un tavolo tecnico dedicato all’esame delle osservazioni presentate.