(AGENPARL) - Roma, 8 Giugno 2026 - L’evoluzione normativa del sistema delle Indicazioni Geografiche non può essere compresa appieno senza considerare il contributo della giurisprudenza, che negli ultimi vent’anni ha svolto un ruolo determinante nel definire l’estensione della tutela, la natura giuridica delle denominazioni e i limiti entro cui i Consorzi possono esercitare le proprie funzioni. Le Corti europee e italiane hanno progressivamente consolidato un orientamento che riconosce alle Ig una protezione particolarmente ampia, fondata non solo sulla disciplina dei marchi e della concorrenza, ma anche sulla salvaguardia del patrimonio culturale e territoriale.
Un primo nucleo giurisprudenziale fondamentale proviene dalla Corte di Giustizia dell’Unione Europea, che ha più volte affermato il principio secondo cui le Indicazioni Geografiche godono di una tutela che va oltre la semplice repressione delle imitazioni letterali. La Corte ha chiarito che anche l’evocazione, la suggestione indiretta e l’uso di elementi grafici o linguistici idonei a richiamare mentalmente una denominazione protetta costituiscono violazione del diritto europeo. Questo orientamento, consolidato in numerose sentenze, ha ampliato in modo significativo il raggio d’azione dei Consorzi, che oggi possono intervenire anche contro forme di concorrenza sleale più sottili e sofisticate, comprese quelle diffuse attraverso il commercio elettronico.
La giurisprudenza europea ha inoltre ribadito che la tutela delle Ig non è subordinata alla dimostrazione di un rischio di confusione da parte del consumatore, come avviene per i marchi commerciali. La protezione discende direttamente dal legame tra prodotto e territorio, che rappresenta un valore autonomo e meritevole di salvaguardia. Questo principio ha rafforzato la natura sui generis delle Indicazioni Geografiche, distinguendole nettamente dai marchi e confermando la loro funzione di garanzia collettiva.
Sul piano nazionale, la Corte di Cassazione ha contribuito a definire il ruolo dei Consorzi di tutela come soggetti legittimati ad agire in giudizio per la difesa delle denominazioni, riconoscendo loro una posizione giuridica qualificata e distinta rispetto ai singoli produttori. Le pronunce della Cassazione hanno chiarito che i Consorzi possono intervenire non solo per tutelare il disciplinare, ma anche per difendere la reputazione complessiva della denominazione, considerata un bene immateriale collettivo. Questo orientamento ha trovato ulteriore consolidamento con l’entrata in vigore della Legge 75/2024, che ha introdotto i delitti contro il patrimonio agroalimentare, riconoscendo la rilevanza penale delle condotte che ledono la qualità, la tracciabilità e l’autenticità delle produzioni certificate.
La giurisprudenza amministrativa, in particolare quella del TAR e del Consiglio di Stato, ha invece affrontato il tema della governance dei Consorzi e dei criteri di rappresentanza. Le sentenze più recenti hanno confermato la necessità di garantire un equilibrio tra le diverse categorie produttive, evitando assetti che possano favorire posizioni dominanti o escludere operatori legittimati. Questo filone giurisprudenziale ha anticipato alcune delle innovazioni introdotte dal Decreto MASAF 2026, che aggiorna le norme statutarie e rafforza i principi di trasparenza, partecipazione e rappresentanza equilibrata.
Un ulteriore contributo giurisprudenziale riguarda la regolazione dell’offerta, tema particolarmente delicato perché si colloca al confine tra tutela delle Ig e normativa europea sulla concorrenza. Le Corti europee hanno riconosciuto che le misure di programmazione produttiva possono essere compatibili con gli articoli 101 e 102 del TFUE, purché siano proporzionate, temporanee e finalizzate a garantire la qualità e la stabilità del mercato. Il Decreto MASAF 2026 recepisce questo orientamento, disciplinando la possibilità per i Consorzi di proporre misure temporanee nel rispetto del diritto della concorrenza.
Nel complesso, la giurisprudenza ha svolto un ruolo essenziale nel definire i confini e le potenzialità del sistema delle Indicazioni Geografiche, contribuendo a costruire un quadro di tutela ampio, coerente e orientato alla salvaguardia del patrimonio agroalimentare. Le sentenze europee e nazionali hanno progressivamente riconosciuto alle Ig una funzione che va oltre la semplice protezione commerciale, attribuendo loro un valore culturale, territoriale e identitario che oggi trova pieno riconoscimento nel nuovo Regolamento europeo e nel Decreto MASAF 2026.