(AGENPARL) - Roma, 8 Giugno 2026 - Il sistema italiano delle Indicazioni Geografiche sta attraversando una fase di profonda trasformazione normativa, determinata dall’entrata in vigore del Regolamento (UE) 2024/1143, che ha ridefinito l’intero impianto giuridico europeo relativo alle Dop e alle Igp. L’Italia, che detiene il primato europeo per numero di prodotti certificati e che fonda una parte rilevante della propria economia agroalimentare sulla qualità regolamentata, ha recepito tale riforma attraverso il Decreto MASAF del 2026, pubblicato il 3 giugno e presentato come uno dei principali pilastri nazionali di attuazione della nuova disciplina comunitaria.
Il decreto ministeriale, come evidenziato anche nella pagina che stai consultando, ridefinisce funzioni, strumenti e governance dei Consorzi di tutela, attribuendo loro un ruolo strategico più ampio rispetto al passato. Origin Italia, l’associazione che rappresenta i Consorzi, ha sottolineato come il provvedimento segni un passaggio decisivo nell’evoluzione del sistema, riconoscendo ai Consorzi una funzione che non si limita più alla promozione e alla vigilanza, ma si estende alla gestione complessiva delle denominazioni, alla tutela della reputazione dei prodotti, alla valorizzazione dei territori, alle politiche di sostenibilità, al turismo enogastronomico e alla regolazione dell’offerta.
L’evoluzione giuridica dei Consorzi, iniziata con la Legge 526/1999, che per la prima volta ne definiva il ruolo all’interno del sistema delle Ig, ha conosciuto negli anni successivi un progressivo rafforzamento, soprattutto in relazione alla tutela della proprietà intellettuale e al monitoraggio dei mercati. Con il nuovo Regolamento europeo, tale processo giunge a maturazione: i Consorzi non sono più semplici organismi di controllo, ma diventano veri e propri enti di governance delle filiere, dotati di competenze che incidono direttamente sulla programmazione produttiva, sull’equilibrio dei mercati e sulla valorizzazione delle produzioni certificate.
Il decreto introduce inoltre un aggiornamento dei criteri di riconoscimento dei Consorzi, interpretati in modo più moderno e flessibile per adattarsi alle diverse realtà produttive e territoriali. Tale aggiornamento è particolarmente rilevante per le denominazioni di minori dimensioni, che potranno dotarsi di strumenti di rappresentanza più efficaci. Una delle innovazioni più significative riguarda la possibilità di costituire un unico Consorzio per più Indicazioni Geografiche, anche appartenenti a filiere differenti. Questa scelta mira a superare la frammentazione storica del sistema, favorendo l’aggregazione tra produttori e creando strutture consortili più solide, efficienti e stabili, pur mantenendo l’autonomia decisionale delle singole denominazioni.
Il decreto recepisce integralmente le nuove funzioni attribuite dal Regolamento europeo ai gruppi di produttori riconosciuti. I Consorzi assumono un ruolo centrale nella tutela giuridica delle denominazioni, con competenze rafforzate in materia di proprietà intellettuale, monitoraggio dei mercati e contrasto agli utilizzi illeciti, compresi quelli online. La pagina che stai leggendo sottolinea come la protezione delle Dop e delle Igp si giochi sempre più sul web, rendendo necessario un potenziamento degli strumenti di vigilanza e di contrasto alle imitazioni e alle evocazioni.
Un altro elemento di rilievo riguarda l’ingresso formale della sostenibilità e del turismo enogastronomico tra le competenze dei Consorzi. Il decreto riconosce che le Indicazioni Geografiche non rappresentano soltanto prodotti di qualità, ma espressioni di comunità, tradizioni, paesaggi e competenze che generano valore diffuso. I Consorzi potranno quindi promuovere iniziative ambientali, sociali ed economiche coerenti con i disciplinari di produzione e con i territori di riferimento, contribuendo allo sviluppo sostenibile delle aree rurali.
Il provvedimento disciplina anche la possibilità di proporre misure temporanee di regolazione dell’offerta, finalizzate a migliorare la programmazione produttiva, l’equilibrio dei mercati e la trasparenza del sistema. Tali misure dovranno essere adottate nel rispetto delle norme europee sulla concorrenza, in particolare degli articoli 101 e 102 del TFUE, che regolano le pratiche anticoncorrenziali e gli abusi di posizione dominante.
Le reazioni istituzionali confermano la portata della riforma. Origin Italia parla di un passaggio fondamentale per il sistema delle Ig; AREPO, attraverso le parole del presidente Alessandro Beduschi, sottolinea come le Indicazioni Geografiche vengano finalmente riconosciute come strumenti di sviluppo economico territoriale; AICoT evidenzia l’inizio di una nuova fase per il mondo delle Ig, con un rafforzamento degli strumenti di vigilanza e tutela; Confeuro apprezza la spinta all’aggregazione e alla competitività delle filiere.
Il contesto economico conferma la rilevanza del provvedimento. La Dop economy italiana vale oggi 20,7 miliardi di euro alla produzione, mentre l’export delle produzioni certificate ha superato i 12 miliardi nel 2024. La Lombardia, con 2,9 miliardi di euro di valore e un patrimonio di 75 prodotti certificati, rappresenta una delle regioni leader del settore, trainata dal comparto lattiero-caseario.
In conclusione, il Decreto MASAF 2026 rappresenta una riforma strutturale del sistema delle Indicazioni Geografiche italiane. Esso attua il nuovo quadro europeo, rafforza il ruolo dei Consorzi come enti di governance, amplia le loro competenze in materia di tutela, sostenibilità e sviluppo territoriale, favorisce l’aggregazione tra denominazioni e introduce strumenti moderni per la regolazione dell’offerta. Si tratta di un provvedimento che incide profondamente sulla competitività del Made in Italy agroalimentare e che pone le basi per un sistema più solido, integrato e capace di affrontare le sfide dei mercati globali.