(AGENPARL) - Roma, 5 Giugno 2026 - La riorganizzazione del MASAF attraverso i vari DPCM emanati tra il 2022 e il 2024 rappresenta uno dei processi amministrativi più significativi degli ultimi anni nel settore agroalimentare. Non si tratta di un semplice riassetto burocratico, ma di una scelta politica precisa: dotare il Ministero di una struttura capace di sostenere le nuove priorità nazionali — sovranità alimentare, tutela delle filiere, sicurezza dei controlli, gestione delle emergenze sanitarie e ambientali.
Il primo intervento, con il DPCM del luglio 2022, ha iniziato a riallineare il Ministero alle esigenze del PNRR e alla necessità di una governance più solida dei fondi europei. Con il DPCM dell’ottobre 2022, la trasformazione del MIPAAF in MASAF ha segnato un cambio di paradigma: la sovranità alimentare è diventata un asse politico centrale, con ricadute dirette sulla struttura amministrativa.
Il riordino più incisivo è arrivato con il DPCM del dicembre 2022, che ha ridefinito le Direzioni generali, rafforzato l’ICQRF e creato aree funzionali dedicate a pesca, qualità, foreste e promozione del Made in Italy. È stato il passaggio che ha dato al Ministero un’impronta più moderna e più vicina alle esigenze delle filiere.
Il DPCM del febbraio 2023 ha poi consolidato il sistema dei controlli, integrando l’azione centrale con quella territoriale e rafforzando la capacità dello Stato di contrastare frodi, pratiche sleali e contraffazioni. Infine, il DPCM del gennaio 2024 ha completato il percorso, orientando il MASAF verso una gestione più efficace delle crisi — dalla PSA al granchio blu — e verso un coordinamento più stretto con Bruxelles su PAC, pesca e normative fitosanitarie.
Nel complesso, la riorganizzazione ha trasformato il MASAF in un Ministero più politico, più strategico e più attrezzato per affrontare le sfide del sistema agroalimentare italiano: competitività, sicurezza, qualità e resilienza.
| Ambito | Prima dei DPCM (MIPAAF) | Dopo i DPCM 2022–2024 (MASAF) |
|---|---|---|
| Denominazione e missione | Focus su agricoltura, alimentazione e foreste | Introduzione della sovranità alimentare come asse politico centrale |
| Direzioni generali | Struttura frammentata, DG non allineate alle filiere | Nuove DG per qualità, pesca, foreste, controlli, promozione |
| Controlli (ICQRF) | Ruolo forte ma con limitata integrazione territoriale | Potenziamento operativo, coordinamento con regioni, AGEA e Carabinieri Forestali |
| Filiere e qualità | Competenze distribuite tra più uffici | Uffici dedicati a contratti di filiera, OCM, promozione e qualità |
| Pesca e acquacoltura | Area funzionale non autonoma | DG dedicata, rafforzamento delle politiche marittime |
| Foreste | Funzioni presenti ma non centralizzate | DG Foreste con competenze rafforzate e coordinamento nazionale |
| Emergenze sanitarie e ambientali | Gestione frammentata tra uffici | Uffici dedicati a PSA, malattie animali, specie invasive, crisi ambientali |
| Rapporti con UE (PAC, pesca, fitosanitario) | Coordinamento non sempre omogeneo | Struttura dedicata ai rapporti con la Commissione europea |
| Sistema dei dati (SIAN – AGEA) | Interoperabilità limitata | Rafforzamento del SIAN, integrazione con controlli e pagamenti |
| PNRR e fondi europei | Gestione distribuita | Uffici dedicati alla programmazione e monitoraggio PNRR |