(AGENPARL) - Roma, 30 Maggio 2026 - "L'errore dell'Europa è stato centralizzare troppo: le politiche industriali efficienti si costruiscono conoscendo la manifattura locale, i distretti, le filiere. Roma e Bruxelles non possono sapere meglio di Piacenza o Cluj cosa serve a un'impresa manifatturiera.
"L'Italia era descritta come il malato d'Europa. Oggi cresce più della media UE, attrae investimenti esteri record, e riduce il rapporto debito/PIL. Non è un caso: è il risultato di scelte precise.
Transizione 4.0 e 5.0 non sono slogan: sono crediti d'imposta concreti per le imprese che investono in digitalizzazione, automazione e sostenibilità. Politica industriale che funziona perché parte dalle esigenze reali delle aziende.
Il modello italiano è basato su tre pilastri: incentivi mirati, non sussidi a pioggia; partenariato pubblico-privato reale; e rispetto della sovranità dei territori produttivi", ha spiegato.
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