(AGENPARL) - Roma, 28 Maggio 2026 - La tensione nel Golfo Persico raggiunge nuovi picchi di pericolosità. In una recente riunione alla Casa Bianca, il presidente statunitense Donald Trump ha lanciato un avvertimento esplicito contro l’Oman, minacciando azioni militari se il Paese dovesse siglare accordi di gestione congiunta dello Stretto di Hormuz con l’Iran.
Le parole di Trump La posizione di Washington è intransigente: lo Stretto deve rimanere acque internazionali accessibili a tutti. Trump ha dichiarato che l’Oman dovrà attenersi alle regole globali, aggiungendo una minaccia pesante: “Dovremo farli saltare in aria. Lo capiscono, staranno bene”.
La reazione di Teheran L’Iran ha risposto immediatamente attraverso l’ambasciatore in Germania, Majid Nili Ahmadabadi. Secondo Ahmadabadi, l’escalation di Trump è la diretta conseguenza dell’immobilismo europeo. “Il silenzio di alcuni Paesi europei di fronte alle azioni USA e israeliane ha incoraggiato chi cerca lo scontro”, ha affermato l’ambasciatore, avvertendo che questa linea di condotta sta minando la sicurezza internazionale.
Anche il Ministero degli Esteri iraniano ha condannato le dichiarazioni, definendole una violazione del diritto internazionale.
Perché è un punto critico Lo Stretto di Hormuz è uno dei passaggi marittimi più strategici al mondo per il transito di petrolio e gas. Ogni tensione in quest’area ha conseguenze dirette e immediate sui mercati energetici globali.
La comunità internazionale è di fronte a un bivio: la retorica muscolare di Washington rischia di trasformare una disputa diplomatica in un conflitto aperto nel cuore dell’economia mondiale
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