(AGENPARL) - Roma, 27 Maggio 2026 - Un editoriale pubblicato dall’agenzia Mehr News espone duramente la posizione iraniana sulla normalizzazione dei rapporti tra nazioni musulmane e Israele, definendola una strategia di coercizione diplomatica

“Miei fratelli e sorelle nella Ummah, i cosiddetti Accordi di Abramo non rappresentano un percorso verso la pace, ma un tradimento calcolato”. Inizia così l’editoriale diffuso oggi dall’agenzia stampa iraniana MNA, che analizza in modo critico la strategia diplomatica promossa dagli Stati Uniti nell’area mediorientale.
Secondo la visione di Teheran, gli accordi orchestrati dalla precedente amministrazione Trump non sarebbero altro che una “resa”, finalizzata a consegnare a Israele legittimità e vantaggi strategici. In questo modo la crisi umanitaria a Gaza e la causa palestinese passerebbero in secondo piano
Le sei “verità” dell’analisi iraniana
L’editoriale elenca sei punti chiave che, secondo l’autore, rappresentano la realtà geopolitica sottostante agli accordi:
- Giustizia negata: La normalizzazione viene criticata poiché avvenuta senza una soluzione per i rifugiati, la fine dell’occupazione o il riconoscimento di Gerusalemme Est come capitale palestinese.
- Isolamento strategico: Secondo il testo, i benefici economici ottenuti dai paesi firmatari sono “briciole” che impallidiscono di fronte alla perdita di solidarietà all’interno della Ummah islamica e al rischio di instabilità interna.
- Coercizione, non diplomazia: Gli accordi vengono descritti come una forzatura diplomatica, legata a doppio filo al rapporto tra Trump e Netanyahu, utilizzata come leva per isolare Teheran.
- Infiltrazioni di intelligence: Viene lanciato un avvertimento sui rischi di sicurezza legati all’apertura di ambasciate israeliane, citando il timore di operazioni di spionaggio e sorveglianza da parte del Mossad.
- Il tradimento della causa: La tesi di fondo è che ogni concessione a Israele senza giustizia per i palestinesi incoraggi l’aggressore a proseguire nel suo progetto di espansione.
- Lo status quo: Senza una vera statalità palestinese, gli accordi garantirebbero a Israele il consolidamento dello status quo, rendendo di fatto inutile ogni futura pressione diplomatica.
Il modello di Teheran
In contrapposizione alla diplomazia degli Accordi di Abramo, il pezzo cita la cosiddetta “economia di resistenza” iraniana. L’Iran viene presentato come un modello di resilienza che ha saputo resistere alle sanzioni, facendo avanzare la propria difesa e il proprio know-how tecnologico nonostante la “massima pressione” statunitense.
L’appello finale dell’editoriale è rivolto direttamente ai leader delle nazioni musulmane: “Rifiutate questo calice avvelenato. Chiedete prima la giustizia palestinese. La vera pace scorre dalla giustizia, non da strette di mano forzate”.
https://en.mehrnews.com/news/244835/Abraham-Accords-Surrendering-Palestinian-rights-to-Israel