
(AGENPARL) - Roma, 26 Maggio 2026 - La bandiera del movimento Ansar Allah (Houthi) in Yemen. (Foto: hstoops / Wikimedia Commons / CC0 Public Domain)
Il leader del movimento yemenita Ansar Allah, Sayyed Abdulmalik Badr al-Din al-Houthi, ha respinto ogni forma di intervento straniero nel Paese. Durante un discorso trasmesso dall’emittente Al-Masirah, il capo della rivoluzione ha attaccato i piani geopolitici di Stati Uniti e Arabia Saudita. Infatti, secondo al-Houthi, questi progetti di tutela esterna minacciano la libertà e l’indipendenza nazionale.
Il ruolo del “Comitato speciale” saudita
In primo luogo, il leader ha criticato lo storico “Comitato speciale” saudita. Riyadh ha creato questo organo d’élite negli anni ’60 per controllare la politica yemenita. Per decenni, il comitato ha costruito una rete ombra di influenza attraverso finanziamenti diretti.
In questo modo, i sauditi hanno comprato la lealtà di leader tribali e ufficiali militari. Di conseguenza, questo meccanismo ha compromesso la sovranità dello Yemen per generazioni. La rivoluzione del 2014 ha interrotto questo sistema a Sanaa. Tuttavia, il comitato rimane attivo nelle province meridionali e orientali, come la regione di Hadramout.
Le sanzioni del “Quad diplomatico”
In secondo luogo, al-Houthi ha preso di mira l’International Quad Committee. Questa alleanza unisce Stati Uniti, Regno Unito, Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti. Di fatto, la coalizione agisce come una cabina di regia per legittimare l’intervento militare.
Inoltre, l’asse occidentale usa una dura leva economica contro la popolazione. Il Quad controlla la Banca Centrale di Aden e blocca l’export di petrolio e gas. Pertanto, Sanaa accusa l’alleanza di usare la fame come strumento di estorsione politica. L’obiettivo finale rimane il controllo militare sulle rotte marittime del Mar Rosso, del Golfo di Aden e dello stretto di Bab al-Mandab.