
(AGENPARL) - Roma, 26 Maggio 2026 - Il Ministro della Sicurezza Nazionale israeliano, Itamar Ben-Gvir. (Foto: Alon Gur Arye / Wikimedia Commons / Licenza Creative Commons Attribution-Share Alike 3.0 Unported)
Nuove forti tensioni scuotono il quadro geopolitico del Medio Oriente. Due ministri del gabinetto israeliano, il Ministro della Sicurezza Nazionale Itamar Ben-Gvir e il Ministro delle Finanze Bezalel Smotrich, hanno apertamente invocato un drastico inasprimento delle operazioni militari contro il Libano, minacciando misure severe in risposta alle recenti azioni del movimento sciita Hezbollah.
Itamar Ben-Gvir ha dichiarato la necessità di interrompere le forniture elettriche verso il Libano, occupare l’area del fiume Zahrani e riprendere un’offensiva militare su vasta scala. Il ministro ha inoltre esortato il Premier Benjamin Netanyahu a chiedere con fermezza il ritorno alla guerra aperta. Sulla stessa linea, Bezalel Smotrich ha invocato una risposta durissima alla minaccia dei droni esplosivi di Hezbollah, proponendo la demolizione di edifici a Beirut per ogni attacco subito e annunciando lo stanziamento di un budget speciale di quasi 2 miliardi di shekel (circa 540-693 milioni di dollari) per il rafforzamento delle difese.
Le dichiarazioni giungono dopo che l’emittente pubblica israeliana KAN ha riferito di pressioni all’interno del gabinetto di sicurezza per rinnovare i raid sulla capitale libanese. Nel frattempo, i media israeliani hanno diffuso filmati che documentano l’impiego da parte di Hezbollah di droni suicidi FPV avanzati, dotati di guida in fibra ottica e telecamere termiche, capaci di operare in notturna. Recenti attacchi hanno colpito l’insediamento di Shomera e la località di Metula, provocando un ferito e incendi in una base militare nella Galilea occidentale.
Il Primo Ministro Netanyahu ha promesso “duri colpi” contro Hezbollah, confermando l’istituzione di una squadra speciale per contrastare la minaccia dei droni. La situazione rimane estremamente fluida e mette a rischio il fragile cessate il fuoco mediato a livello internazionale. Secondo i dati diffusi dalle autorità libanesi, il bilancio dei mesi di scontri transfrontalieri ha già registrato quasi 3.200 vittime e oltre 1,6 milioni di sfollati.