
(AGENPARL) - Roma, 25 Maggio 2026 - Netanyahu Fonte: DoD Photo by U.S. Air Force Staff Sgt. Jack Sanders (Dominio pubblico/Wikimedia Commons)
Il Primo Ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha ammesso, in conversazioni private citate da Reuters, di non avere margini di manovra per influenzare l’amministrazione di Donald Trump in merito al possibile accordo preliminare tra Washington e Teheran.
I punti critici del dossier:
- Isolamento di Israele: Secondo fonti israeliane, Tel Aviv è stata “in gran parte esclusa” dai negoziati sul protocollo d’intesa in discussione.
- Nodo nucleare: L’accordo in fase di elaborazione non sembra toccare le questioni centrali per Israele, ovvero il programma nucleare iraniano e le scorte di uranio arricchito.
- Il fattore Libano: Netanyahu insiste sulla necessità di mantenere la piena libertà di azione militare, anche in Libano. Una condizione che potrebbe far saltare l’intesa se Teheran esigesse, come contropartita, la cessazione delle ostilità.
- Rischi politici interni: Il tempismo dell’accordo è critico per il Premier, già in difficoltà in vista delle elezioni parlamentari autunnali e sotto pressione per i risultati insoddisfacenti della guerra contro l’Iran.
Il 23 maggio, Trump ha confermato che la bozza è in gran parte definita, dopo aver consultato numerosi leader regionali, pur precisando che restano ancora alcuni punti aperti prima della firma definitiva.
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