(AGENPARL) - Roma, 25 Maggio 2026 - Nessun pedaggio, ma un “protocollo di sicurezza” gestito esclusivamente dai paesi costieri. È questa la linea ribadita dal portavoce del Ministero degli Esteri iraniano, Esmaeil Baghaei, in merito alla gestione del traffico marittimo nello Stretto di Hormuz.
Il chiarimento ufficiale Baghaei ha smentito le ricostruzioni che parlavano di “pedaggi” imposti da Teheran, precisando che il lavoro in corso con l’Oman mira a definire un meccanismo di navigazione sicuro e responsabile. “È naturale – ha spiegato il portavoce – che i servizi forniti in questo ambito e gli sforzi per la protezione ambientale richiedano dei costi”, inquadrando così la questione come una gestione tecnica dei servizi marittimi piuttosto che come un’imposizione finanziaria.
Sovranità e sicurezza globale Il punto centrale della strategia iraniana resta l’esclusività: secondo Teheran, solo Iran e Oman hanno titolo per formulare le regole di passaggio nello Stretto. Baghaei ha ammonito che le “misure sparse” intraprese da altri Paesi (con un chiaro riferimento a Francia e Gran Bretagna) non fanno che complicare una situazione già tesa.
L’Iran dichiara di essere in contatto con tutte le parti per implementare un meccanismo di navigazione rapido ed efficace, ribadendo che la sicurezza dello stretto resta una responsabilità pesante, che Teheran intende conciliare tra i propri interessi di sicurezza nazionale e le necessità della comunità internazionale
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