
(AGENPARL) - Roma, 24 Maggio 2026 - (Gaza)
Il gabinetto palestinese ha lanciato oggi un nuovo, urgente allarme sul rapido deterioramento delle condizioni di vita nella Striscia di Gaza. Secondo quanto riportato dall’esecutivo, la crisi è alimentata dalla riduzione deliberata degli aiuti alimentari e dalle restrizioni imposte sull’ingresso di carburante e forniture mediche.
Gaza: tra sfollamento e carenza di aiuti
Il governo denuncia una condizione di vita insostenibile per migliaia di famiglie, costrette allo sfollamento forzato in rifugi sovraffollati, privi dei servizi minimi essenziali. L’appello rivolto alla comunità internazionale e alle parti mediatrici è per una riapertura immediata e sostenibile dei valichi, volta a garantire il flusso illimitato di beni di prima necessità e a porre fine a quella che viene definita come una “politica di fame e sfollamento”.
L’escalation in Cisgiordania
Parallelamente alla crisi di Gaza, il gabinetto ha acceso i riflettori sulla crescente violenza in Cisgiordania. Negli ultimi cinque giorni si sono registrati 42 attacchi da parte di coloni contro 12 villaggi palestinesi, con episodi di incendi, atti vandalici e la creazione di nuovi avamposti abusivi.
Il quadro è ulteriormente aggravato dalle operazioni di demolizione (10 strutture abbattute in 5 operazioni) e dalla minaccia di sfollamento di massa per i residenti di Khan al-Ahmar, una manovra che il governo ricorda essere qualificata come crimine di guerra secondo la Corte penale internazionale.
Riforme e amministrazione interna
Nonostante l’emergenza, il gabinetto (alla sua 75ª sessione) ha proceduto con alcuni atti amministrativi chiave per l’autonomia economica:
- Settore Energetico: Approvata l’istituzione della National Fuel Company per diversificare le fonti di approvvigionamento e rafforzare la regolamentazione del mercato.
- Servizi Postali: Discussa la riforma delle tariffe per la posta espressa, con l’obiettivo di migliorare la concorrenza e promuovere i pagamenti elettronici.
- Politiche di genere: Adottata la raccomandazione del Ministero degli Affari delle Donne per un nuovo piano di integrazione delle politiche di genere nelle istituzioni governative.
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