(AGENPARL) - Roma, 23 Maggio 2026 - ROMA, 23 MAG.. "Dal Consiglio dei Ministri arriva l'ennesimo intervento tampone per l'ex Ilva: un nuovo prestito fino a 100 milioni di euro per tenere artificialmente in vita un'azienda ormai da tempo decotta. Il Governo Meloni continua a inseguire l'emergenza con una gestione improvvisata e fallimentare, scaricando sui cittadini, proprie incapacità, con costi enormi senza indicare alcuna soluzione concreta né una prospettiva industriale credibile per Taranto e per la siderurgia italiana. Da quando il dossier è nelle mani del ministro Urso, il peggior ministro dell'Industria della storia repubblicana, siamo arrivati a oltre 1,5 miliardi di euro tra prestiti ponte, contributi e versamenti diretti al capitale. Una massa enorme di denaro pubblico, gestita senza adeguata trasparenza, con affidamenti e appalti diretti, spesso senza gare ad evidenza pubblica, su cui la Corte dei conti dovrebbe verificare la regolarità delle procedure e soprattutto l'effettiva recuperabilità delle risorse pubbliche impiegate, perché l'eventuale assenza di concrete prospettive di rimborso porrebbe anche un problema di corretta iscrizione contabile di tali poste come crediti dello Stato. Eppure, nonostante questa valanga di risorse pubbliche, il Governo continua a inseguire una privatizzazione che, allo stato, appare una chimera. A queste somme vanno aggiunte le garanzie pubbliche, le garanzie SACE sui pagamenti dell'indotto e l'enorme massa di debiti ammessi al passivo di Acciaierie d'Italia, inclusi debiti verso fornitori, Erario, banche, enti previdenziali, aziende pubbliche e lavoratori dell'ex Ilva in amministrazione straordinaria, anche per TFR e altre spettanze. Considerando l'intero periodo del Governo Meloni, il conto complessivo potrebbe superare i 5 miliardi di euro. Su tutto questo il ministro Urso non ha mai fornito risposte chiare, nonostante le numerose interrogazioni parlamentari presentate dal Movimento 5 Stelle. Questo fallimento porta una firma politica precisa: quella di Giorgia Meloni, che sul dossier ex Ilva ha scelto di restare distante e silenziosa. Non ha mai proferito parola. E meno male che definisce la Puglia la sua 'seconda casa': da quando governa la destra, Taranto è diventata sempre più una città sacrificata, trasformata nel simbolo dello sperpero di denaro pubblico senza una vera strategia industriale, ambientale e sociale. Altro che rigore di bilancio: è qui che si consuma il vero fallimento della gestione economica e finanziaria del Governo." Lo dichiara il vicepresidente e responsabile della politica economica e fiscale del Movimento 5 Stelle, il senatore Mario Turco.
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