
(AGENPARL) - Roma, 22 Maggio 2026 - La sede del Ministero degli Affari Esteri a Roma. (Kaga tau / CC BY-SA 4.0)
Posizione unitaria e netta di Italia, Francia, Germania e Regno Unito sulla crisi in Cisgiordania. In una dichiarazione congiunta diffusa oggi, i quattro Paesi hanno rivolto un appello formale al governo israeliano affinché ponga fine all’espansione degli insediamenti e adotti misure concrete per contrastare la violenza dei coloni, definita dai leader “a livelli senza precedenti”.
La nota si concentra in particolare sulla criticità dell’area E1. “Lo sviluppo dell’insediamento E1 dividerebbe la Cisgiordania in due e segnerebbe una grave violazione del diritto internazionale”, sottolineano i quattro governi, ricordando che tali progetti minano alla radice la stabilità regionale e le prospettive di una soluzione a due Stati.
Il documento contiene anche un monito rivolto al settore privato: le aziende sono state esortate a non partecipare ai bandi di costruzione negli insediamenti, con l’avvertimento che la partecipazione a tali attività comporta rischi legali e reputazionali significativi, oltre al rischio di essere coinvolti in violazioni del diritto internazionale.
Oltre al blocco delle nuove edificazioni, la dichiarazione chiede a Israele di:
- Indagare sulle denunce relative alle azioni delle forze di sicurezza;
- Rispettare la custodia hashemita sui Siti Santi di Gerusalemme e gli accordi sullo status quo;
- Revocare le restrizioni finanziarie imposte all’Autorità Palestinese e all’economia locale.
La dichiarazione si conclude con un fermo rifiuto di qualsiasi istanza, interna o esterna al governo israeliano, che sostenga l’annessione dei territori o lo spostamento forzato della popolazione palestinese. I quattro leader ribadiscono infine il loro “impegno incrollabile per una pace globale, giusta e duratura”, basata sulla coesistenza di due Stati democratici che vivano fianco a fianco all’interno di confini sicuri e riconosciuti.
https://english.wafa.ps/Pages/Details/170747