
(AGENPARL) - Roma, 22 Maggio 2026 - Foto: Foad Ashtari / Mehr News Agency (Licenza CC BY 4.0)
Lo stallo diplomatico tra Teheran e Washington è totale. L’Iran cambia strategia e punta a una comunicazione diretta. Il portavoce del Ministero, Esmaeil Baghaei, ha parlato ai microfoni di Vice News. Il suo obiettivo? Rompere il muro della disinformazione.
Baghaei rifiuta il termine “concessioni”. Teheran chiede solo il rispetto dei propri diritti legittimi. Le sanzioni statunitensi non hanno una base reale, secondo il portavoce. La minaccia nucleare iraniana viene definita una “grande bugia”. È uno strumento usato solo per giustificare il blocco economico.
L’energia nucleare resta una priorità vitale. Non serve solo per l’elettricità. È fondamentale per la medicina e l’industria avanzata. L’Iran rispetta il Trattato di non proliferazione dal 1970. Il diritto all’uso pacifico dell’atomo non è negoziabile.
Il messaggio più forte è rivolto ai giovani occidentali. Baghaei invita a superare i pregiudizi dei media. Cita il colpo di stato del 1953. Ricorda il sostegno americano a Saddam Hussein. Per Teheran, questi sono i fatti che spiegano l’attuale sfiducia.
Anche la gestione dello Stretto di Hormuz cambia narrazione. Non è un atto aggressivo. È una risposta necessaria a un blocco navale. L’Iran dichiara di voler garantire la sicurezza dei passaggi. La sovranità del Paese resta il limite insuperabile.
Teheran ha smesso di aspettare segnali da Washington. La diplomazia ufficiale è ferma. L’Iran costruisce ora un nuovo canale narrativo. Vuole parlare direttamente ai cittadini. Il messaggio è netto: la resa non è un’opzione
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