
(AGENPARL) - Roma, 21 Maggio 2026 - L’Ufficio regionale dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) per il Mediterraneo orientale ha lanciato un nuovo, drammatico allarme sulla crisi sanitaria che attanaglia i territori palestinesi occupati, definendo la situazione “una grave tragedia”.
Numeri drammatici
Secondo quanto riferito dal dott. Hanan Balkhy, direttore regionale dell’OMS, dall’ottobre 2023 sono state uccise oltre 72.000 persone, con altri 182.000 feriti. Solo nel corso del 2025, sono stati segnalati ulteriori 26.000 decessi. Il dato più allarmante riguarda l’operatività delle strutture: attualmente non esistono ospedali pienamente funzionanti a Gaza, con una situazione di totale inattività delle strutture nel nord della Striscia.
Emergenza farmaci e malattie
La crisi non riguarda solo i traumi bellici:
- Carenza di medicinali: Oltre la metà dei farmaci essenziali è ormai esaurita.
- Emergenza sanitaria: Si segnala una rapida diffusione di malattie infettive dovute al sovraffollamento e al peggioramento delle condizioni igieniche.
- Salute materna e mentale: I rischi per le neomamme e i neonati sono in forte aumento, accompagnati da bisogni di salute mentale definiti “immensi”.
La situazione in Cisgiordania
Anche in Cisgiordania il quadro resta critico. L’escalation delle violenze e le restrizioni di movimento, sommate alla crisi finanziaria dell’Autorità Palestinese, hanno ridotto i servizi sanitari pubblici al minimo indispensabile, limitandoli spesso alla sola assistenza di emergenza.
L’appello dell’OMS
Nonostante le condizioni proibitive, l’organizzazione ha consegnato oltre 4.000 tonnellate di forniture mediche e ha facilitato l’accesso al carburante vitale per il sistema sanitario. Tuttavia, l’appello di finanziamento lanciato per il 2025 (648 milioni di dollari) è stato coperto solo per il 75%.
“Le dichiarazioni politiche non bastano”, ha concluso il dott. Balkhy. L’OMS chiede con urgenza la protezione dell’assistenza sanitaria, la rimozione delle barriere che impediscono l’arrivo di aiuti e la riapertura delle rotte di riferimento per i pazienti.
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