(AGENPARL) - Roma, 19 Maggio 2026 - Roma, 19 mag. – "Dopo l'inchiesta di Report sulla scalata di Geronimo La Russa alla presidenza dell'ACI, il Governo non può più far finta di nulla. Quanto emerso conferma le criticità che il Movimento 5 Stelle aveva già sollevato in Parlamento: cambio delle regole in corsa, commissariamento dell'ente, rimozione del precedente vertice eletto per spianare la strada al figlio del Presidente del Senato. Dall'intervista di Report all'ex presidente dell'ACI emergerebbero fatti gravissimi che sono stati sempre negati: il presunto coinvolgimento diretto del Presidente del Senato La Russa nelle trattative con l'allora presidente dell'ACI, Sticchi Damiani, per far nominare Geronimo La Russa alla vicepresidenza di ACI e di Sara, con emolumenti annui di oltre 700.000 euro, e con l'intesa di farlo 'crescere' in ACI in vista della sua elezione dopo la scadenza del mandato di Sticchi Damiani. Emergono inoltre il possibile coinvolgimento del ministro Abodi nella redazione della norma che ha defenestrato l'ex presidente dell'ACI e quello del ministro Giorgetti, che avrebbe dato il suo assenso all'operazione a fronte della possibilità di utilizzare il ricco patrimonio dell'ACI per operazioni dello Stato. Non siamo davanti a una polemica personale. Siamo davanti a un tema istituzionale enorme: chi governa enti pubblici di questa rilevanza deve essere scelto con criteri trasparenti, verificabili e nell'interesse dell'ente, non grazie a dinamiche di potere familistico o di casta politica. Il Governo deve chiarire tutti i passaggi che hanno portato all'attuale presidenza ACI". Così Antonino Iaria e Marco Pellegrini, deputati del Movimento 5 Stelle, componenti rispettivamente della Commissione Trasporti e della Commissione Difesa della Camera, dopo la puntata di Report del 17 maggio dedicata anche alla vicenda ACI. I parlamentari ricordano che il Movimento 5 Stelle aveva già votato contro la proposta di parere favorevole alla nomina di Geronimo La Russa e aveva contestato in Aula le modifiche normative sull'ACI inserite nel decreto emergenze. "Report ha riacceso i riflettori su una vicenda che noi avevamo già denunciato negli atti parlamentari. Ora servono risposte formali. L'ACI è un ente pubblico con funzioni delicate, società partecipate e un ruolo centrale nel sistema automobilistico e sportivo nazionale. Non può diventare terreno di spartizione politica o familiare. La trasparenza non è un fastidio burocratico. È la condizione minima per tutelare cittadini, soci e istituzioni", dichiarano Iaria e Pellegrini. Secondo i due deputati, la questione va oltre il singolo caso. "La destra al Governo ciancia continuamente di merito, poi quando si tratta di nomine o di enti controllati emergono sempre le stesse logiche: familismo, amichettismo, appartenenza al partito come metodo di selezione, relazioni personali. È un metodo che indebolisce gli enti, svuota le procedure e mina la credibilità delle istituzioni. Sul caso ACI servono chiarezza e responsabilità".
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