
(AGENPARL) - Roma, 13 Maggio 2026 - Non solo droni e diplomazia: l’asse tra Teheran e Minsk si rafforza ora sul terreno della ricerca scientifica e della protezione del capitale umano. In un colloquio telefonico tra il Ministro iraniano della Scienza, Hossein Simayi Sarraf, e l’omologo bielorusso Andrei Ivanets, è emersa la volontà di blindare le istituzioni accademiche dai conflitti globali, portando la questione ai massimi vertici internazionali.
L’appello alla SCO e all’UNESCO
Il punto di svolta è la proposta di Sarraf: l’Iran ha chiesto che i Paesi membri dell’Organizzazione per la Cooperazione di Shanghai (SCO) – blocco che include colossi come Cina e Russia – adottino un documento congiunto per la protezione di università e ricercatori. Il Ministro ha denunciato gli attacchi subiti dai centri scientifici e accademici iraniani, definendoli una violazione palese del diritto internazionale e delle raccomandazioni UNESCO.
Il ruolo della Bielorussia
Minsk non si è limitata alla solidarietà diplomatica. Il ministro Ivanets ha annunciato la disponibilità della Bielorussia a cooperare nei settori dell’istruzione superiore e degli scambi studenteschi, invitando ufficialmente l’Iran alla prossima riunione dei ministri della scienza della SCO. È già in cantiere un documento bilaterale che verrà firmato durante la prossima visita di una delegazione iraniana in Bielorussia per formalizzare commissioni scientifiche e tecnologiche congiunte.
La strategia del “Patto dei Cervelli”
Questa mossa punta a internazionalizzare la sicurezza degli scienziati iraniani, cercando di creare uno “scudo diplomatico” che scoraggi attacchi mirati o sanzioni che colpiscono la ricerca civile. Per Teheran, la difesa dei laboratori e delle università è ormai considerata vitale quanto quella dei confini nazionali.