(AGENPARL) - Roma, 13 Maggio 2026 - In una giornata dominata dai calcoli di potere del vertice di Pechino, dall’Iran si leva un grido che scuote le fondamenta spirituali del pianeta. Il portavoce del Ministero degli Esteri, Esmaeil Baqaei, ha lanciato un appello al mondo senza precedenti, chiamando a raccolta ogni uomo e donna di fede — musulmani, ebrei, cristiani, sikh e indù — per una resistenza comune contro la “barbarie moderna” di USA e Israele.
Un rigurgito di moralità contro il tradimento dei valori
Baqaei ha denunciato con sdegno l’aggressione lanciata il 28 febbraio 2026, un attacco arrivato proprio mentre i canali diplomatici erano ancora aperti. Per Teheran, non si tratta solo di una violazione dei trattati, ma della prova definitiva di un Occidente svuotato di valori, guidato da “bugiardi di professione” che testano missili di ultima generazione su obiettivi civili e palestre femminili per puro cinismo militare.
La scelta universale: dignità o sottomissione
In assenza di una bussola morale internazionale, l’Iran si pone come difensore della dignità umana contro i “moderni padroni schiavisti”. “Questa è una lotta per il futuro dell’umanità”, ha incalzato Baqaei, ammonendo che il silenzio di fronte a tali atrocità non è neutralità, ma una complicità attiva con il male. L’appello si chiude con una sfida alle coscienze: scegliere se vivere in un mondo governato dall’estorsione o schierarsi dalla parte giusta della storia.
